20 CASE E MANIERI ITALIANI “BELLI DA MORIRE”

Halloween e la tradizione di festeggiare travestendoci creando personaggi a metà fra l’horror e il grottesco, sembra piacere un bel po’ a noi italiani.
Ereditata dal mondo anglo-sassone questa festa nel 2020 – viste le nuove restrizioni – potrebbe rivelarsi un’ottima occasione per andare alla scoperta di luoghi spettrali e affascinanti nella nostra Italia.
A patto ovviamente di avere nervi saldi e non farsi prevaricare dalla suggestione.
Siamo stati a zonzo lungo lo stivale e abbiamo pensato che 20 luoghi spettrali e abbandonati, uno per ciascuna regione, possano bastarvi per farvi passare un halloween dal gusto meno “Rocky horror picture show” ma sicuramente più sicuro e controllato.
La carrellata è ricca: si va dagli spiriti più simpatici e affettuosi, che dispensano baci come caramelle agli ignari visitatori, a quelli più trucidi e violenti, tornati “in vita” quasi a vendicare vicende finite tragicamente.
Pronti?
Un viaggio indietro nel tempo, da nord a sud, isole comprese, per scoprire luoghi spettrali della nostra Italia.👻😱

se vi piace l’idea e non vi tremano le gambe al solo pensiero, seguiteci!
VALLE D’AOSTA

Castello di Verrès, Aosta

castello di Verres -PC @VDA mon amour

Sorge nell’omonimo centro abitate di Verrès questo maniero di forma cubica, nella strada della Val d’Ayas e sicuramente la sua storia -a cavallo fra la soap opera latino americana la tragedia – è alquanto singolare.
Di proprietà della famiglia nobile dei conti Challant – passò molteplici fasi di restauro – fino ad arrivare, per mano di Renato di Challant nel 1696,  alla sua forma odierna.
Visitabile nella sua compostezza di pietra, ospita fra le sue mura la storia della lussuriosa contessa Bianca Maria di Challant, la quale sembrò avere una particolare “vita di piacere” fra il 1522 ed il 1525.
Non possiamo dire lo stesso per i suoi amanti, o almeno, non lo sappiamo dato che i malcapitati venivano uccisi la sera stessa dell’incontro amoroso.Uno di loro però non stette al gioco, ed accusò la contessa di un delitto che la donna non aveva commesso.
Questo portò il marito a scoprire lo stuolo di infedeltà della sua Signora, imprigionandola a Milano per poi essere condannata a decapitazione.
Bianca Maria però non deve averla presa benissimo, e forte del suo potere seduttivo, sembra che si offra con adavnces voluttuose ai visitatori più affascinanti…
Attenzione a mariti e fidanzati! 😁

TRENTINO ALTO ADIGE

Castel Tures, Valle Aurina

castello di Tures – PC @suedtirolerland

Sito su di un promontorio a protezione della Valle Aurina, troviamo il castello di Tures (Burg Taufers) , imponente costruzione creata dai Von Taufers sia per difendersi dagli attacchi nemici che per richiedere il dazio a chi transitava nelle loro terre. Anche in questo maniero la storia di una giovane donna è protagonista: indipendente e ribelle, Margareth Von Taufers si ribellò al volere del vescovo Principe di Bressanone (zio e tutore), sposando il capo delle guardie, mentre il padre era sul campo di battaglia in Crociata.
Purtroppo però il giorno stesso del matrimonio una freccia avvelenata colpì a morte il suo amato, che le cadde fra le braccia, portando Margareth a rifugiarsi nella sua stanza e piano piano sprofondare nella follia…
Giorno e notte a rimirare i boschi della splendida vallata sottostante, piangendo per sette lunghi anni fino a che distrutta dal dolore, si gettò dalla finestra della sua stanza.

Riuscite a sentire il pianto di Margareth provenire da una delle innumerevoli stanze del castello?

FRIULI VENEZIA GIULIA

Castello di Villalta, Villalta

Castello di Villalta – PC@ Histouring

 

Nelle splendide campagne Friulane troviamo il castello di Villalta, dove c’è sempre una donna protagonista, ma questa volta con un padre di larghe vedute per quel tempo! Splendido maniero del 1200, totalmente visitabile, racchiude dentro di sè la rivalsa di Ginevra di Strassoldo.
Promessa in sposa a Federico di Cuccagna – che proprio non le andava giù – e innamorata del conte Odorico di Villalta, ebbe il coraggio di ribellarsi e la fortuna di avere un padre accondiscendente a troncare il matrimonio di convenienza…non male per essere nel 1344, no?
Peccato che al rientro dal matrimonio, ognuno per sè, i due rivali in amore si scontrarono e Federico ebbe la meglio e Federico dovette fuggire.
Ginevra – tanto scaltra quanto bella – davanti all’ex marito si trasformò in una statua di marmo, capace di riprendere vita solo quando il conte Odorico fece ritorno al castello a reclamare l’amore della sua bella.
Sfortunatamente però Odorico morì in una battaglia molto giovane, lasciando Ginevra triste e sconsolata a cercarlo giorno e notte…

VENETO

Villa Foscari, Venezia

Villa Foscari, Malcontenta

Con la sua bella facciata sorridente sul fiume Brenta, questa villa Palladiana è unica nel suo genere – rispetto alle altre costruite dal noto architetto – che troviamo lungo appunto le rive di un fiume.
Fu commissionata al Palladio dai fratelli Nicolò e Alvise Foscari intorno al 1559, in località “Malcontenta”, ai margini della laguna e facilmente raggiungibile con la barca da Venezia: una dimora suburbana nata per far risplendere la potenza della famiglia Foscari in un luogo accessibile ma non a tutti.

Edificata dalla genialità del Palladio con l’utilizzo di materiali poveri – come mattoni e intonaco – produce un effetto teatrale: entrate in scena salendo la scalinata ispirata al Tempietto di Clitunno e ammiratene la splendida decorazione interna, opera di Battista Franco e Gian Battista Zelotti.
Malcontenta non solo dal nome della località, ma forse anche per l’atteggiamento di una misteriosa dama che ancora oggi sembrerebbe aggirarsi nel castello, tale Elisabetta Dolfin.
Vedova di un nobile Pisani la dama andò in sposa a Nicolò Foscari nel 1555, ma in questa villa trovò la prigionia perchè relegata tra queste mura in solitudine a scontare la pena per la sua condotta licenziosa…
Passò nella villa Foscari i suoi ultimi trent’anni, senza mai uscire o affacciarsi dalle finestre: che sia questo il motivo della sua irrequietezza nel castello? 😉
Altra spiegazione del termine Malcontenta sembra arrivarci dallo scontento dei poveri contadini di Padova e Piove, i quali molto spesso si vedevano allagare i campi dalle esondazioni del fiume Brenta.
A voi la scelta sulla leggenda, ma fermarvi a Villa Foscari se siete in zona è d’obbligo!

PIEMONTE

Maniero della Rotta, Torino

Maniero della Rotta

Un castello che detiene il record per essere – in Italia – quello più infestato dai fantasmi: come mai?
Beh non è da tutti rinchiudere al suo interno ben tre leggende, ma noi ve ne racconteremo solo una perchè ci piace pensare che la vostra curiosità sia stata stuzzicata al punto tale da andare a scoprire da soli 😉
Questa Casaforte del IV secolo, situata a Moncalieri alle porte di Torino, ha visto succedersi romani, longobardi e templari che portarono al suo interno guerriglie e morti violente, con altrettante storie di  fantasmi di cavalieri senza testa e croci di ferro al collo.
Nel 1196 il castello fu donato dal Vescovo Arduino di Valperga ad Alberto, Maestro della milizia del Tempio, divenendo proprietà dei Cavalieri di Malta per più di tre secoli. La presenza dei Cavalieri di Malta è comprovata da alcuni documenti storici oltre che da alcuni simboli, come ad esempio le croci patenti incise sui pilastri all’entrata.

Tralasciando leggende di cavalieri e principesse, si narra che secoli fa nel palazzo vivesse un bambino molto dispettoso, croce e diletto della sua povera nutrice, costretta a rincorrerlo per tutto il maniero per evitare che si cacciasse nei guai. Un giorno la nutrice non riusciva a trovarlo e, arrivata nel cortile, esausta si fermò un momento per riprendere fiato. Ad un certo punto vedendo ricomparire dall’altra parte del cortile il bambino con un sorriso malizioso e di sfida, la nutrice si lasciò sfuggire un colorito rimprovero. All’improvviso però nel cortile arrivò una carrozza trainata da cavalli imbizzarriti che travolsero il povero bambino. La nutrice sconvolta, andò in cucina e si tolse la vita.
Da quel giorno i fantasmi del bambino e della donna sembrano vagare per le sale del castello, il primo alla ricerca della propria madre e la seconda in cerca del bimbo.

Riuscite a sentire – oltre ai lamenti della donna – un soave profumo di rose e gigli? Siete sulla strada giusta..

LOMBARDIA

Villa de’ Vecchi, Lecco

Villa de Vecchi

Situata a Cortenova, in provincia di Lecco, questa villa del 1800 non si può certo dire che accolga a braccia aperte…
Moltissime storie si sono susseguite in questa villa, talune dall’eco molto pesante perchè riconducibili a movimenti satanici, fra tutte quelle che riguardano uno dei massimi esponenti di queste sette, Aleister Crowley.
La leggenda vuole – e noi speriamo davvero sia solo leggenda – che intorno agli anni ’20 Crowley e i suoi adepti vagassero per l’Italia alla ricerca del posto giusto dove fermarsi e dare vita a una comunità dedita al culto di satana e ai sacrifici umani.
Esiliato da Mussolini per attività antifasciste, si dice che prima di andarsene Crowley abbia “soggiornato” proprio la Casa Rossa, ma che dopo un paio di notti, causa il clima rigido o forse la “ruvidezza” delle popolazioni locali, decise di fondare la sua base altrove.
Fu molto più a sud, a Cefalù, che Crowley fondò l’Abbazia di Thelema, fonte d’ispirazione negli anni ’70 delle musiche dei Led Zeppelin, che trasformarono la sua abitazione sulle rive del lago di Loch Ness, la mitica Boleskine House, in uno studio di registrazione.

Di certo invece fu che questa villa doveva essere splendida quando venne edificata nel 1850, al costo di 44.063 lire, grazie al conte Felice De Vecchi, eroe delle Cinque Giornate di Milano. Realizzata su di un parco di 130 mila metri quadri con eleganti tocchi orientali, l’edificio conta due piani e un seminterrato dedicato a cucina, più un terzo piano, mai realizzato, dove sarebbe dovuto essere allestito un osservatorio astronomico. La leggenda vorrebbe che un brutto giorno il conte, di ritorno da una passeggiata nei boschi, trovò la moglie orrendamente assassinata e la figlioletta scomparsa. Disperato, abbandonò subito la tenuta, che nel giro di poco tempo sarebbe diventato un luogo maledetto.
L’incuria, i segni del tempo e l’abuso da parte di sbandati, rendono questa struttura fatiscente e al tempo stesso malinconica di un passato che poteva essere splendido.

Fra i locali c’è chi giura di avere sentito il lamento di una donna provenire da una delle finestre e altri di aver sentito il suono di un piano. o aver visto la fontana all’interno del parco zampillare sangue

EMILIA ROMAGNA

Villa Clara, Bologna

Villa Clara
Villa Clara

Questa villa alle porte di Bologna, più precisamente a Trebbo di Reno, è stata una scoperta con degli amici durante una pedalata notturna: vi lascio immaginare la suspence (e la paura) di quella sera!😱
Una villa, più nomi, un mistero: Casino Del Trebbo, Villa Malvasia, Villa Alessandri ed infine Villa Clara per questa struttura che gli abitanti del posto evitano volentieri.
Avvolta come una vecchia gitana da uno scialle di nebbia, senza alcuna illuminazione, Villa Clara si trova oggi in totale stato d’abbandono, anche se al suo interno è possibile risalire a tracce di preziosi affreschi e stucchi.
Risalente al 1624, fu voluta dal conte Carlo Cesare Malvasia, personaggio di spicco della Bologna bene dell’epoca di certo non si sarebbe mai immaginato la fine di questa villa.

Leggenda vuole che Clara fosse una bambina con poteri paranormali e il dono della preveggenza, che fu murata vita dal padre perché spaventato a tal punto da decidere di eliminare la piccola.
Ed ecco che Clara torna a rivivere certi giorni dentro la casa vuota, con urla, pianti e richieste d’aiuto del suo fantasma. Spesso si sentono le note di un pianoforte, altre volte si vedrebbero le finestre illuminate, anche se all’interno dell’edificio non c’è luce elettrica.

Se non altro Clara è una bambina estroversa, dato che sembra cercare l’interazione con i passanti!

Ma non solo: strani guasti ad apparecchiature come torce elettriche fotocamere e videocamere, metafonie, oggetti scagliati contro i visitatori, svenimenti e trance si verificano nell’area intorno alla villa.
Inspiegabile poi il fenomeno della finestra che si trova sopra l’ingresso principale: molte persone affermano di averla vista sparire per poi riapparire davanti ai loro occhi.
Noi nel dubbio siamo stati a distanza e non abbiamo verificato troppo, volete provarci voi? 😆

TOSCANA

Borgo di Toiano

Toiano PC@spazindecisi
Toiano PC@spazindecisi

Non un villa, non un castello ma un intero borgo medievale infestato da un solo fantasma, cari vanner e van lover.
Adagiato nella campagna Pisana, a Palaia, questo borgo inserito nella lista dei luoghi FAI da salvaguardare, e nonostante il suo nome evochi un terribile fatto di cronaca, non possiamo negare che visitarlo sia un’esperienza unica.
Per entrare “in città” a Toiano esiste una sola strada che conduce dritta dritta al cimitero, il quale se ne sta placidamente esposto al sole a godere di una meravigliosa veduta sui calanchi sottostanti.
Proprio qui è seppellito, almeno fisicamente, il corpo della giovane e bella contadina Elvira Orlandini, che nel 1947 venne ritrovata sgozzata presso il vicino Botro della Lupa.
Si dice che il fantasma di Elvira di rosso vestita invece, vaghi senza sosta fra le vie del paese ormai abbandonato, in cerca di giustizia.
Sì perchè purtroppo l’unico imputato di questa tristissima vicenda fu il fidanzato, Ugo Ancillotti che subì un processo mediatico lunghissimo e pesante, senza mai però che si accertasse la sua colpevolezza.

Attenzione a non essere incantati dalla bellezza di Elvira dai lunghi capelli neri….

MARCHE

Palazzo Vallemani, Serra San Quirico – Ancona

Palazzo Vallemani PC@Ghost Hunters 4 Mori Cagliari FB

Una collina ed un precipizio detto “del diavolo”, possono bastare?
Costruito sul promontorio di Serra San Quirico intorno agli anni ’30 per volere del conte Vallemani, nobile di origini romane, per godere della frescura estiva data da questa zone, questo palazzo è oggetto di moltissime leggende.
Inserito in un contesto urbano feudale molto più ampio – che comprendeva una chiesa, una stalla e una casa colonica per la servitù – palazzo Vallemani sorge sulla vecchia strada Clementina, antica connessione fra Roma e i borghi clericali.

Questo portò a diventare – allo scoppio della seconda guerra mondiale – una vera e propria roccaforte e punto di osservazione strategico-militare.
Si narra che al suo interno morirono assassinate più di 20 persone e che il Conte Vallemani maledisse gli stessi invasori.
Dagli anni ’70 cominciarono le prime leggende sul palazzo, anno in cui coppia di sposi dopo aver celebrato il rito matrimoniale e avere banchettato con le famiglie e gli amici, decise di andare a fare un filmino ricordo sulla villa.
Dopo pochi giorni, visionando le riprese fatte videro lo schermo oscurato accompagnate da una macabra sinfonia di violino.
Di lì in poi molte altre leggende scaturirono da palazzo Vallemani: rumori di catene nelle stanze, di apparizioni di ombre, di improvvise grida e di altri fenomeni, come la comparsa di spettri di dame vestite di bianco.

Ma la vera chicca è “l’effetto flash” dato dalla piccola chiesa, che parrebbe illuminarsi di tanto in tanto agli occhi dei passanti anche se ovviamente non è presente energia elettrica..

Se tutto questo non vi fa tremare abbastanza le gambe recatevi sul lato ovest della collina, che presenta un taglio scosceso ed un burrone detto “Precipizio del Diavolo” poichè la leggenda narra che il Diavolo in persona gettò nel “burrone dei tesori” e qualche anno fa lo stesso ha visto inghiottire nelle sue fauci due ragazzi suicidi…
C’è chi dice di essere entrato nei famosi sotterranei e di aver trovato ossa e teschi (forse risalenti ai conflitti bellici della seconda guerra mondiale), e gli anziani del luogo che asseriscono che i suddetti sotterranei conducano nei punti nevralgici della cittadina Serra San Quirico, gallerie strette e lunghe chilometri.
Il palazzo ha subito ristrutturazioni sostanziali da diversi anni a questa parte, ma anche degli stop ai lavori perchè effetti paranormali sembrano aver colpito anche gli stessi operai..
Andate a dare una controllatina voi? 😆

LAZIO

La pentima della vecchiaccia, lago di Albano

Pentima della Vecchiaccia

Se pensate di dover arrivare fino in Sicilia per sedervi comodamente sulla cima di un cratere vulcanico vi sbagliate!
Vi portiamo nel Lazio, sul terreno scosceso – detto anche “pentima” in dialetto locale – di uno dei tanti laghi vulcanici che compongono questo territorio dove il panorama scaldato dai colori autunnali è splendido.
Non si direbbe che queste acque nascondano terribili vicende incitate da una donna fantasma particolarmente aggressiva.
Si mormora che da questa parete rocciosa si sia gettata una donna accusata di stregoneria per sfuggire a morte certa sul rogo: da quel momento, il suo spirito infesta quest’area incitando le persone a buttarsi nel lago.
Certo è che la bellezza del luogo spinge a visitarlo in maniera profonda e godere delle sue splendide viste da ogni angolatura, forse non facendo troppo caso al burrone..

Occhio alle spalle, chissà che la strega non sia lì pronta ad entrare in azione!

Se invece sopravviverete alla tentazione del “tuffo nel vuoto” 🤭 potrebbe essere una buona idea intraprendere un bel cammino in mezzo al bosco e con lo sguardo verso lo specchio blu.
QUI qualche informazione utile

ABRUZZO

Castello Genova di Salle, Caramanico Terme

Castello di Salle
Castello di Salle


Scendendo ancora più a sud arriviamo in Abruzzo, terra ricchissima di eremiti, pastori e di conseguenza storie leggendarie.
All’interno della splendida Riserva Naturale della Valle dell’Orta e circondato dai ruderi dell’antico borgo che lo circondava distrutto dal terremoto del 1915, sembra fosse già presente intorno all’anno 1000.
In origine ebbe funzione difensiva e quando divenne possesso feudale, venne adibito anche a scopi abitativi. Numerose le nobili famiglie che ebbero la fortuna di abitare questo castello:  i Colonna, i Gonzaga e i D’Aquino, fino ad arrivare al 1646, quando il barone Giacinto de Genua (Di Genova), lo “restaurò” per trasformare la fortezza in un vero e proprio palazzo signorile, ancor oggi patrimonio della famiglia Di Genova.
Edificato con la pietra della Maiella ospita la chiesa del Beato Roberto da Salle e dalla facciata principale si aprono tre diversi ingressi con feritoie da cui ancora escono i fusti di cannone.
I più informati sostengono che ci sia nascosto il “tesoro del Barone” e di notte sia visitato dal fantasma della “Stecchina”, una vecchina del 1300 morta tragicamente nel castello.

A voi la scelta: cercare l’anziana signora o il tesoro nascosto?

MOLISE

Palazzo Nuonno, Agnone

Palazzo Nuonno
Palazzo Nuonno

Nella graziosa Agnone, cittadina dell’alto Molise, si cela una delle leggende più “hard & noir” della storia dell’esoterismo. Perchè?

Dodici coppie più una allo scoccare della mezzanotte, quella costituita dal diavolo e dalla sua compagna, si presentavano nelle sale di questo palazzo dall’architettura di fattura Veneziana

Ma andiamo con ordine: costruito dall’illustre Garibaldi tra il 1100 e il 1200 e conosciuto come Palazzo dei Conti Minutolo,  per poi passare in mano alla famiglia Colucci e venduto come “innocuo”- nonostante le presenze infestanti – alla famiglia Nuonno, ospita oggi più che mai fenomeni paranormali.
Talmente forte da fargli dedicare dall’Ente del turismo una targa apposita che recita “Palazzo Nuonno, detto anche palazzo dei fantasmi per fatti e fenomeni strani che si narrano”

Orge e riti satanici erano un’abitudine all’interno di questo palazzo, con l’ospite d’onore e “la sua dama” che si presentavano immancabilmente per il brindisi di mezzanotte.
Ma una notte il pavimento cedette sotto i piedi dei presenti e morirono tutti.
Da quell’episodio tutte le coppie presenti quella sera riprendono vita sotto forma di spiriti, in quella stanza ove è stato trovato inciso anche un teschio sulla parete.

Qualcosa di ancora più raccapricciante si nasconde però all’interno di queste mura: un lungo corridoio metteva in comunicazione il Convento dei Frati, con il Convento delle Suore di Santa Chiara. Proprio in quest’ultimo convento furono rinvenuti i corpi di tantissimi feti, forse frutto di rapporti clandestini tra amanti.
Non di troppi anni fa è un post su Facebook che ritrae una sagoma dietro i falsi vetri di una finestra.  Peccato che la finestra sia murata, ma in tanti hanno visto quella sagoma, a volte più di una, che sembra spiare all’esterno dai vetri👀
Inoltre diversi abitanti affermano di sentire delle strane musiche dopo la mezzanotte, passi di danza e di cavalli, e strane urla…..

CAMPANIA

Monastero di Sicignano degli Alburni, Salerno

Monastero di Sicignano degli Alburni

Location perfetta per un film horror, questo monastero ormai non ha più assolutamente niente di quello che era la sua aurea mistica di un tempo.
Tutti gli abitanti evitano anche solo di passarci accanto, perchè si dice che in questo ex monastero viva un fantasma dei più terribili e spietati, tenuto in movimento da una folle sete di vendetta.

Castello Lagopesole
Castello Lagopesole
BASILICATA

Castello di Lagopesole, Potenza

Storie di fantasmi in cerca dei propri amati quelle che “animano” il castello di Lagopesole in provincia di Potenza.
Costruito dai Saraceni ed ampliato dai Normanni, questo castello ospitò personaggi famosi come Papa Innocenzo II e l’imperatore Lotario III.
Fu nido d’amore di Manfredi – figlio di Federico II di Svevia – e la bella Elena Ducas detta “degli Angeli” che vi passarono momenti splendidi, ignari dell’oscuro destino. Il povero Manfredi venne ucciso nella Battaglia di Benevento nel 1266, da allora vaga in sella a un bianco cavallo e vestito di un morbido mantello verde nelle campagne di Lagopesole alla ricerca della sua Elena..

Il triste destino di Elena invece è quello di straziarsi nelle notti di luna piena per riportare a se il suo amato Manfredi

La spettacolare rocca di Lagopesole è oggi visitabile con interessanti percorsi d’arte, ma mi raccomando, uscite prima che salga in cielo la luna piena! 😅

PUGLIA

Torre di Navarino, Molfetta

Torre di Navarino PC @Molfettalive

La Torre di Navarrino (detta anche casale) è capace di dare grandi soddisfazioni se vi troverete da quelle parti nel “momento giusto”, magari in una fredda giornata autunnale…
Sì perchè c’è chi giura di aver visto – e fotografato – una figura seduta davanti a un caminetto all’interno della masseria.

Che sia quella di Arceri, Cariati o Piturro, ossia di uno dei tre ladroni impiccati in quella zona?

Dovete sapere che un tempo questi tre furfanti riuscirono ad intrufolarsi – sotto mentite spoglie di viandanti – all’interno del maniero di proprietà dei Gadaleta, e derubare l’abate Gadaleta.
Riuscirono nel furto, ma la fuga durò poco, tanto che presto vennero acciuffati e condannati all’impiccagione su tre alberi d’ulivo: ancora oggi – se ci fate caso – in zona detta “Macchia delle forche” troverete una targa a memoria dell’avvenimento per mano del re Carlo III di Borbone.
Da quel giorno del lontano 1749, si sono susseguiti diversi episodi paranormali che hanno destato la curiosità di molti, tanto da chiamare anche una squadra di ghost-hunters.
Occhio però, che se siete intenzionati ad avvicinarvi avete bisogno di un permesso in quanto la torra oggi è proprietà privata.

CALABRIA

Villa Gullì, Reggio Calabria

Una storia tristissima, di abbandono e amore perduto, invade questa villa del capoluogo Calabrese.
In questa edificio del 1753 – sorretta sulle basi di un antico cimitero ebraico – si narrano ancora le vicende di Vincenzo e della sua famiglia che ancora oggi sembrano non avere pace, ovviamente sotto forma di ectoplasmi…

Di proprietà della famiglia Gullì, vide la crescita dei tre fratelli sotto la corazza d’animo bigotto della madre e la perdita del padre trucidato a Spalato nel 1920.
Erano anni di presenza nazista che le due sorelle –  Agata e Anna – sembravano non disdegnare come compagnia nella villa..
Ma Vincenzo era diverso, schivo e timido, tanto da non riuscire a instaurare un rapporto sano con la madre che lo vessava con un’educazione severa e bigotta.

Pesantezza nell’animo che lo porterà al suicidio, dandosi fuoco in casa cosparso di oggetti del padre e olii di Bergamotto

C’è chi sussurra che non fu un suicidio, ma un omicidio, forse voluto proprio dai nazisti che a Vincenzo non piacevano.
Da allora una figura esile vestita di nero vaga per la villa, chi può dire se sia Vincenzo o il padre Tommaso che vanno cercando giustizia?
La cosa più sconvolgente è che negli anni ’70 – durante i moti Reggini – una tedesca fu trovata impiccata nel salone della villa con in mano una pagina della Divina Comedia con scritto “lasciate ogni speranza, o voi che entrate”
Avete voglia di sbirciare all’ingresso? 😱😱😱

SICILIA

Castello di Mussomeli, Mussomeli

Castello di Mussomeli PC@ Guida Sicilia

Nell’omonimo paese – di cui Cesare Lanza fu conte – troviamo di nuovo un Manfredi, ma stavolta di Chiaramonte che fu il committente di questa bella fortezza dalla location particolare.
Ancorato su una rupe dalla forma di meringa –  a circa 80 metri d’altezza – è qui che si trova la “stanza delle tre donne” dove ebbe luogo un episodio sconcertante.

tre sorelle – del potente principe Federico – che trovarono la morte per “eccesso di protezione”

Clotilde, Margherita e Costanza furono “rinchiuse in sicurezza” e con i viveri necessari per superare un lungo periodo di assenza del fratello Federico che partì per la guerra.
Letteralmente murate vive, non riuscirono a sopravvivere ad un periodo di guerra molto più lungo di quanto il calcolatore Federico non avesse considerato.
Al suo ritorno il principe trovò le sorelle con ancora tra i denti i calzari che forse furono l’ultimo tragico tentativo di alimentarsi.
Riuscite a sentire le loro grida di fame e dolore?

Ma a quanto pare il castello di Mussomeli fu teatro di un altro inquietante episodio, di cui è protagonista un certo don Guiscardo de la Portes.
Si dice che nel 1975 il suo spirito apparve al custode del maniero Pasquale Messina a cui raccontò di essere il figlio di un ricco mercante spagnolo e  di essere in attesa del suo primogenito dalla moglie Esmeralda. Nel 1392 fu costretto a partire  a seguito dell’esercito di Re Martino I per placare la rivolta di Andrea Chiaramonte a Palermo. Conclusa la spedizione contro quest’ultimo, Guiscardo si diresse verso il castello di Mussomeli, che voleva visitare, ma durante il viaggio fu assalito dagli uomini del suo rivale in amore don Martinez.
Guiscardo, gravemente ferito nello scontro, venne rinchiuso nei sotterranei del castello di Mussomeli, e tuttora lo abiti…

SARDEGNA

Abbazia di Nostra Signora di Paulis, Ittiri

Concludiamo il nostro “paranormal activity tour” con un’isola che vive di paranormale sin dai tempi dei primi insediamenti.
Situata fra i comuni di Ittiri e Uri, l’abbazia di Nostra Signora di Paulis è forse una tra le leggende più note ai sardi.
Il mito narra la storia di due omicidi: il primo risale al quattordicesimo secolo e parla dell’assassinio del frate che proteggeva il monastero e la relativa storia dei fantasmi che dalla sua morte in poi avrebbero protetto poi l’abbazia.
Del secondo brutto episodio invece non si hanno molte notizie, se non dell’omicidio di un altro frate ucciso per mano di un suo collaboratore.

Se invece volete ascoltare rumori di scolari molesti fate un salto a Sassari, nella scuola media n°7.
Costruita su un ex convento di frati Scolopi, c’è  chi giura di sentire urla di ragazzi, sentire strumenti musicali che si suonano da soli, banchi che si muovono senza che nessuno li sposti etc…
Tutto questo, secondo la leggenda, sarebbe opera dei fantasmi degli alunni che subivano le torture dei frati scolopi.

Bene, cari vanner e van lover,

sopravvisutI a questo spaventoso tour?

Hai voglia di condividerlo con uno o più amici per avere meno paura? 😁
Sali a bordo di un minivan vintage, vedrai che gli spiriti non si avvicIneranno (forse)! 😄🚐

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Stop dreaming, start vanning

UN CARNEVALE DAL “SABOR BRASILEIRO” TUTTO EUROPEO? TENERIFE VI STUPIRA’

Buongiorno vanner e van lover! Vi state attrezzando per il carnevale? Benissimo, forse non tutti sapete che a sole quattro ore di volo da noi esiste un carnevale che non è solo un semplice evento di maschere e goliardate, ma è un inno alla tradizione: parliamo del carnevale di Tenerife. …

SAN VALENTINO ALTERNATIVO? UN MINIVAN, BUON CIBO E BELLEZZA DA RIEMPIRE GLI OCCHI

due itinerari “on the road” per un san valentino “effetto wow” Benissimo, siete di quelli che non amano festeggiare San Valentino, ma forse non l’avete mai fatto in maniera alternativa: immaginatevi con il vostro lui/lei in un minivan, sognanti davanti panorami meravigliosi e magari con una vasta scelta di prodotti …

NON SOLO MERCATINI DI NATALE: 3 BORGHI ALTERNATIVI “LUCCICOSI” PER FAR FELICI TUTTI!

                          Continua il nostro viaggio alla ricerca di mete affascinanti e uniche nel loro genere, questa volta arricchite da un tocco natalizio: i mercatini di natale! Sappiamo che a molti di voi la parola “mercatini di natale” incute …

RITROVARE la SERENITA’ A 60Km/h E CON SOLO UN BAGAGLIO A MANO

La felicitA’ con poco in pochi mq E’ possibile (anche per noi donne)! Scrivo questo articolo perchè tanti amici e conoscenti non si sono capacitati del fatto che ho convissuto per 10 giorni in uno spazio piccolo come quello di un minivan degli anni 70, col fidanzato e un trolley …