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3 OTTIMI MOTIVI-E UNA PIZZA SPECIALE-PER INNAMORARSI DI BORGO PARRINI

3 OTTIMI MOTIVI-E UNA PIZZA SPECIALE-PER INNAMORARSI DI BORGO PARRINI

Se finora località come Mondello e Isola delle Femmine oscuravano la sua bellezza, oggi è tempo di rivincita per il piccolo e coloratissimo Borgo Parrini.
Più che di borgo è giusto parlare di contrada Borgo Parrini, considerate le sue dimensioni: si trova nel comune di Partinico a poco più di 40Km di distanza da Palermo ed è uno splendido esempio di recupero del territorio.
Immaginatevi case bianche dalle porte azzurre, finestre dai profili gialli, scalini con maioliche di fattura siciliana incastonate a mezza altezza, piante fiorite e marciapiedi acciottolati.
Eppoi ancora balconcini circondati da lunghi abbracci di ferro battuto, motivi ornamentali composti da maioliche dai mille colori, comignoli fiabeschi che si staccano dai tetti: un ensamble architettonico che ci conduce immediatamente all’arte del modernismo catalano di Antoni Gaudì, facendoci sognare a occhi aperti.

A CHI DOBBIAMO IL RECUPERO DI QUESTA FRAZIONE?

Giuseppe Gaglio è l’imprenditore ed artista che da circa 20 anni – insieme ad altri residenti – ha scelto di ridare vita e colore (è proprio il caso di dirlo!) a uno dei tanti territori italiani che si rischiano di perdere nell’epoca della produzione sfrenata. Un lento e studiato recupero di alcuni immobili, tra cui il suo e quelli acquistati strada facendo, ha visto trasformare la contrada borgo Parrini in pochi anni da borgo fatiscente a destinazione turistica da aggiungere alla wish-list di mete assai note di quest’angolo di Sicilia.

Quello che un tempo fu il convento dei Gesuiti adesso ospita l’Officina della Cultura, uno spazio destinato all’organizzazione di eventi a disposizione di chi abbia voglia di creare momenti di aggregazione culturale: ma anche semplicemente un luogo, come afferma lo stesso Gaglio, dove poter degustare un caffè e creare relazioni, pratica sempre più in disuso nella nostra società.

COME NASCE LA CONTRADA BORGO PARRINI?

Si hanno testimonianze di borgo Parrini intorno al 1500, quando i padri Gesuiti del Noviziato di Palermo, decisero di acquistare alcuni terreni agricoli nei pressi del paese di Partinico: da qui il nome “Parrini” che indicava appunto l’ordine monastico. Queste proprietà furono gradualmente sfruttate dalla crescente Compagnia di Gesù, fino a raggiungere una certa rilevanza strategica per le opere dell’ordine. Agli inizi del 1700, come in uso a quei tempi nelle campagne, i Gesuiti fecero costruire in quei terreni alcune strutture, tra cui un mulino, magazzini, torrette di avvistamento per i campieri (guardia privata di una tenuta agricola), abitazioni per coloni e braccianti, ed una chiesetta, che fu intitolata a Maria SS. del Rosario.

Nel 1767 l’Ordine dei Gesuiti venne soppresso e la proprietà del borgo passò in mano al principe francese Henri d’Orleans, duca d’Aumale, che ci vide lungo e convertì i fertili terreni alla produzione del Moscatello dello Zucco, un vino molto apprezzato nell’Europa del 1800. Henri d’Orleans diede vita a una florida azienda agricola nella quale lavoravano circa 300 operai, che trovavano alloggio proprio negli edifici della contrada borgo Parrini. Fu un innovatore per quel secolo,  tanto che le innovazioni apportate dal duca furono presto diffuse negli altri feudi, dando vita ad un processo di miglioramento di tecniche e colture in una zona prevalentemente caratterizzata dall’arretratezza.
Lo Zucco, presentato all’esposizione nazionale di Palermo del 1891-1892 divenne famoso per la sua purezza , tanto che le uve coltivate venivano trasportate a Terrasini, lavorate e infine esportate sotto forma di vino pregiato che il principe esportava soprattutto in Francia e Germania.

Vino dello Zucco

Il decadimento della contrada Parrini iniziò – come per altre migliaia di località italiane – a partire dal secondo dopoguerra, quando la popolazione iniziò ad abbandonare il paese a favore delle grandi città. Molti edifici rimasero disabitati per decenni assumendo così un’immagine spettrale, fino a quando Gaglio e l’associazione Amici del Borgo di Parrini hanno deciso che era il momento di recuperare storia e tradizione di questo minuscolo pezzo di mondo.

3 BUONI MOTIVI PER VISITARE BORGO PARRINI?
  1. L’architettura dalle forme bizzarre in stile Gaudì
  2. L’ora del tramonto per scattare foto effetto WOW
  3. Le relazioni che potrete stringere con gli abitanti

La contrada borgo Parrini è minuscola, visitabile in meno di un’ora, conviene quindi pensare di inserirla all’interno di un itinerario che tocchi altre località, come suggerito più avanti.
Non c’è modo di perdersi 😄 anzi, la bellezza sta proprio nel girovagare in questa atmosfera allegra e colorata, visitando la piccola Parrocchia Maria SS.ma del Rosario e rimanere folgorati davanti alla profondità del blu impattante del murales “Frida alla luna”, dedicato alla poetessa Frida Kahlo. Opera dell’artista Partinicese Peppe Vaccaro, questo murales rientra nell’ambito di una vera e propria opera di promozione del vecchio quartiere periferico di Partinico,  con l’obiettivo di crearne molti altri, in una trade union di artisti che dialogano con gli abitanti e i turisti creando relazioni e cultura nel borgo.

“Frida alla luna” – Borgo Parrini

Borgo Parrini è abitato e se sarete fortunati chissà non vi capiti com’è successo a qualcuno, di venire invitati in casa da un locale per vedere le pavimentazioni a mosaico o gustare un buon caffè in compagnia😊
Fate sosta al Caffè letterario i campanili: molto più di un punto ristoro con specialità siciliane, offre un’area relax dove leggere un libro e la possibilità di assistere ai vari eventi promossi per conoscere un po’ più a fondo la cultura locale.

DOVE E COSA GUSTARE A BORGO PARRINI

Nella contrada borgo Parrini contiamo – sulle dita di una mano – alcuni ristoranti vicinissimi tra loro, ciascuno con una particolarità diversa. Il ristorante “La Stidda” è diventato famoso per i “vota e sbota”, un piatto tipico della cucina siciliana, un “ibrido tra una pizza ed un panino-calzone personalizzabile con diversi condimenti, tra cui mortadella e limone oppure pomodoro, caciocavallo, origano e olio. Viene preparata in occasione della ricorrenza dei defunti – il 2 novembre – ed è così chiamata perchè viene “girata e rigirata” rapidamente sul ripiano dove viene messa a cuocere.
Siamo pur sempre in Sicilia e gli agrumi detengono il potere: scommetto però che mai avreste pensato alla pizza con il limone.
Mollate le resistenze, alla pizzeria”Nu Parinnaru” avrete il piacere di fare questa esperienza: una pizza bianca condita con pangrattato, caciocavallo grattugiato con il succo di limone a creare un apprezzato contrasto dall’effetto digestivo.



ℹ️ COME RAGGIUNGERE BORGO PARRINI (in caso il navigatore vi abbandoni)

👉🏽Da Palermo: dista 47,1 km (50 min in auto), prendere l’autostrada A29 in direzione Mazara del Vallo ed uscire a Montelepre, poi procedere lungo Sp1bis per un breve tratto e svoltare in Via Suriano.

👉🏽Da Trapani: dista 68 km (50 min in auto), immettersi in autostrada A29 in direzione Palermo, prendere l’uscita Montelepre e continuare lungo Sp1bis per un breve tratto, infine svoltare in Via Suriano.

👉🏽Da Triscinamare: dista 84 km (1 h in auto), raggiungere Castelvetrano e poi immmettersi nell’autostrada A29 in direzione Palermo, uscire a Montelepre, poi procedere lungo Sp1bis per un breve tratto e svoltare in Via Suriano

🅿️Dove parcheggiare: è disponibile un grande parcheggio proprio all’ingresso del Borgo, facilmente individuabile


COSA VISITARE NELLE VICINANZE

Il lago Poma è perfetto se si ha bisogno di una giornata in completo relax ma senza il caos che a volte offrono le spiagge della Sicilia. Realizzato per mano umana con lo scopo di irrigare i campi attigui con una diga in terra battuta sul fiume Jato, è stato un avvenimento importante che ha visto coinvolta la popolazione – sotto la guida del sociologo e scrittore Danilo Dolci, il “Gandhi di Sicilia” – in una lotta pacifica e solidale per la sua realizzazione. L’intervento  ha dato vita a un equilibrio naturale incantevole, attraendo una consistente fauna selvatica tanto che dal 1994 l’area è stata riconosciuta come Oasi di protezione e rifugio della fauna selvatica. Gli argini sono una distesa ininterrotta di vigneti, sarà bello cavalcare a ridosso del lago inebriati dai profumi di eucalipto, frassino, pino d’Aleppo e chissà riuscire ad avvistare il fischione, il germano reale, la folaga o l’airone cenerino. Chiedete del centro NoE Equitazione e Maneggio per prenotare la vostra passeggiata a cavallo.

lago di Poma

Il lago Poma può essere raggiunto anche in bicicletta con una bella escursione da Partinico: l’itinerario è semplice e alla portata di qualsiasi gamba, Scoprite a QUESTO LINK come raggiungere il lago Poma in bicicletta.

SI PUO’ EVITARE IL MARE IN SICILIA?

Per noi la risposta è NO 😄 anche perchè in Sicilia mare non equivale solo a dire spiaggia-sole-bagno.
Maggio ad esempio è un mese perfetto per praticare del trekking nella Riserva Naturale dello Zingaro, con la possibilità di dormire in un rifugio gestito dalla direzione della riserva, soprattutto adesso che è stata riaperta dopo il devastante incendio di due anni fa.
Godere dei colori intensi, delle bianche calette che spiccano da un mare turchese, delle onnipresenti palme nane senza l’affollamento tipico dell’alta stagione è un vero privilegio.

Un’altra riserva – meno nota ma che regalerà emozioni altrettanto forti per la sua flora e fauna selvatiche – la si trova in direzione opposta, a poco più di 12 kilometri da borgo Parrini,  la Riserva Capo Rama.
Considerata “Biotopo di inestimabile valore” questo splendido tratto di costa ricoperto dalla palma nana, è stato riconosciuto e tutelato per legge dal 1988, mentre vincoli di interesse archeologico, etno-antropologico e paleontologico tutelano la grotta di Cala Porro e il suo contenuto di importanza storica e scientifica.
La riserva è aperta tutto l’anno e il WWF organizza visite guidate della durata di due ore circa, altrimenti c’è la possibilità di raggiungere la riserva Capo Rama da Terrasini con un’escursione in giornata.
Per avere un’idea dei tanti sentieri in cui fare birwatching e studiare la particolare morfologia del sentiero all’interno della riserva, date un’occhiata a questo LINK.
Raggiungete la torre di Capo Rama (fortificazione contro gli attacchi Ottomani nel 500 per mano di Federico II) all’ora del tramonto sul golfo di Castellammare, ammirate le rosse scogliere venate di bianco e – se ci riuscite – staccate gli occhi da tanta meraviglia.

torre di Capo Rama

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