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5 COSE DA SAPERE SU COME VIAGGEREMO NEL 2021 E OLTRE

5 COSE DA SAPERE SU COME VIAGGEREMO NEL 2021 E OLTRE

Photo by Annie Spratt on Unsplash

Buongiorno van lover!
Come avete trascorso questo primo mese dell’anno?
Siamo quasi arrivati alla fine e oggi vorremo fare un punto della situazione di quello che sarà il futuro dei nostri viaggi dal 2021 in poi, perchè la voglia di muoversi è tanta, ma l’attenzione dev’essere tenuta allo stesso livello se non di più.

La vaccinazione va avanti, le restrizioni proseguono e proseguiranno per molto tempo anche in ambito travel: vi può essere utile leggere QUI per capire come si stanno muovendo diversi paesi con le nuove normative richieste per la sicurezza.
L’aspetto positivo è che anche la sensibilizzazione al tema dell’under-tourism legato al “mito-realtà” del viaggio sostenibile sembra in costante crescita: il colosso Booking.com ci racconta come – da un’indagine per la stagione estiva 2020 – il 60% degli intervistati abbia risposto a un sondaggio affermando che gli piacerebbe una APP o un sito dove trovare itinerari e proposte di viaggio che abbiano un impatto positivo sulla comunità locale e sull’ambiente.
Cosa ci dice tutto questo?

Le persone, le piccole comunità e il loro sostentamento saranno il fulcro dei nostri prossimi viaggi

Le persone al centro quindi, una filosofia che ci trova pienamente concordi, specie in questo momento storico in cui i piccoli produttori e l’hotelerie stanno pagando un prezzo davvero molto alto e difficilmente recuperabile nel giro di qualche mese.

I dati dellOsservatorio del Turismo Outdoor dichiarano che il 17% sarebbero propensi a pagare di più per una vacanza sostenibile e il 58% probabilmente lo farebbero. E’ significativo come anche il turismo outdoor – che tanto abbiamo imparato ad apprezzare in questi mesi di confinamento – rilevi un netto incoraggiamento verso un turismo sostenibile: dall’acquisto di attrezzatura di viaggio eco-friendly a un abbigliamento tecnico e performante creato con materiale ottenuto dal riciclaggio di plastica recuperata dal mare e da uso domestico.
Agocic è un marchio che di sostenibilità ne sa: abbiamo avuto modo di conoscerlo personalmente e lo troviamo davvero figo, sbirciate sul loro sito! 😉
Ma il dato ancora più bello per noi è che anche le vacanze in minivan possono essere considerate a tutti gli effetti vacanze outdoor, che registrano una sensibilità maggiore del 34% rispetto agli altri anni.

Ma cos’è poi questo turismo sostenibile di cui si fa tanto parlare?

Ve lo abbiamo riassunto in questa cartolina che speriamo rimanga impressa nella vostra mente, ma già sappiamo che se ci leggete siete persone dall’animo sensibile 😊

Non ci resta che esplorare i nuovi trend di viaggio!

#1 TURISMO SLOW E SOSTENIBILE

Con questa pandemia c’è stata una presa di coscienza maggiore su quello che è e sarà il cambiamento climatico: dai globe trotter più incalliti ai weekender il viaggiatore è stato catapultato in una nuova consapevolezza, non si può andare avanti come se nulla fosse.

E se finora ci sono stati viaggiatori attenti al prezzo, alla ricerca di esperienze memorabili estemporanee e indecisi sulla destinazione, ad oggi Sean O’Neill, Senior Travel Tech Editor di Skift, nella sua presentazione al Global Forum Skift Megatrends 2025 ci racconta come si stia delineando un nuovo viaggiatore attento, consapevole e deciso. La generazione Post-Millennials e Z (25-35anni) spenderà il suo futuro in viaggio e per il viaggio, come parte integrante del proprio tempo libero. Prediligerà sempre di più un turismo slow, dedito alla scoperta introspettiva e immersiva dei luoghi.

Parola d’ordine quindi?

Lasciarsi stupire dall’inaspettato, farsi trasportare dalle sorprese del territorio rispetto a un rigido e sterile itinerario

Ci piace molto la definizione di Livio Gigliuto, vicepresidente Istituto Piepoli SpA:
In questa prima metà del 2020 siamo atterrati in un nuovo Pianeta: cambia il modo in cui mangiamo, ci teniamo in contatto, viaggiamo. Non cambia però il nostro bisogno di alimentarci, di socializzare, di andare in vacanza. Il turismo open air, da quanto emerge dalle nostre indagini, è la risposta che già c’era a un bisogno che ora sappiamo di avere: il bisogno di “uscire a riveder le stelle” dopo mesi di chiusura forzata, di vivere esperienze di turismo sicuro e sostenibile. Studiare il turismo outdoor significa oggi gettare un occhio sul futuro del concetto di vacanza, più “stanziale”, più sicuro.

Scoprire l’anima dark di una Santarcangelo di Romagna sotterranea o dormire sotto le stelle in minivan in un borgo di 600 abitanti e altrettante rondini in Molise potrebbero essere due ottime idee per cominciare a lasciarsi andare all’inaspettato😉

# 2 TURISMO DI PROSSIMITA’

L’hashtag #discoveritaly ad oggi conta quasi 607.000 post su Instagram, di cui molti ci hanno fatto rimanere a bocca aperta per la bellezza di località fino ad allora semi-sconosciute o quasi. Siamo quindi arrivati – complice il lockdown – a scoprire ed innamorarci di territori molto vicini a noi: non più città ma borghi, non luoghi affollati sentieri di campagna dietro casa che “magicamente” trovano il proprio “perchè” alla luce del tramonto, non il mare con 1000 ombrelloni piantati ma un’oasi di roccia che emerge dal corso di un torrente con un solo posto disponibile.

Da lockdown in poi momento la necessità –  trasformata presto in ricerca di benessere – di godere dell’under-tourism. Non un trend passeggero, ma sempre più una certezza quella di cercare destinazioni non considerate all’interno della “wish list ordinaria” dei viaggi, privilegiando la bassa stagione e garantendo quindi un ciclo duraturo e sostenibile per una destinazione.
Sempre dal sondaggio di Booking.com il 51% degli intervistati afferma che cambierebbe la propria destinazione scelta a favore di un’altra meno conosciuta con l’intenzione di diminuire l’impatto antropico e ambientale del proprio viaggio.

Troviamo magnifico anche il senso di comunità sviluppato all’interno dei quartieri – specie nelle grandi città dove spesso si è solo un numero – che è emerso dal periodo di pandemia e si rifletterà nel post pandemia.
Molti più viaggiatori – prima ancora cittadini –  sono più consapevoli del fatto che, sostenendo il commercio locale e le piccole aziende, potranno dare il proprio contributo per risollevare il loro territorio dopo un 2020 di recessione.
E chissà, magari aiutare il bar o il fornaio con il quale scambiavano della chiacchiere durante i pochi minuti di libertà sotto casa…

# 3 CITTA’ RESILIENTI CHE SI VESTONO DI VERDE

L’urgenza e le esigenze per una sanità pubblica adeguata,  il cercare di arginare i livelli drammatici di inquinamento, spingeranno sempre più le città rivedere la mobilità urbana. Nuovi spazi metropolitani urbani verdi, innovazioni tecnologiche saranno le basi del ripopolamento turistico delle città.

Lo sapevate che Parigi ha deciso di eliminare 75.000 parcheggi e di convertirli in aree pubbliche?

Se volete scoprire il progetto leggete qui, mentre la nostra Milano con il Progetto di Milano Strade Aperte ha dato la priorità a ciclisti e pedoni.
Oppure Chicago dove l’utilizzo della bicicletta è aumentato quasi del 100% e a Londra i negozi di biciclette – durante il lock-down sono stati ritenuti indispensabili e tenuti aperti come gli alimentari.
Tra le altre misure notiamo il rafforzamento della sharing mobility – auto soprattutto elettriche, bici, e-bike, scooter elettrici e monopattini – attraverso accordi con le imprese per avere più mezzi in città e in più quartieri a costi molto più contenuti.
L’invito a rottamare l’auto scegliendo la mobilità sostenibile e i bonus green. E come dimenticare la scoperta dello “smart working” (anche se ancora del tutto smart in Italia non è)  che sembra stia portando a un dialogo con le istituzioni per portare vantaggi fiscali per le aziende e i lavoratori che decidono di puntare su lavoro agile e sul mobility management di comunità.

<span>Photo by <a href="https://unsplash.com/@igoshka1989?utm_source=unsplash&utm_medium=referral&utm_content=creditCopyText">Georgy Trofimov</a> on <a href="https://unsplash.com/s/photos/paris-public-park?utm_source=unsplash&utm_medium=referral&utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></span>
Photo by Georgy Trofimov on Unsplash
# 4 workation (IN vAN!)

Sicuramente ricorderemo il 2020 come “l’anno del lavoro da remoto” e della sua manifestazione concreta di produttività, senza però non dimenticarci di quanto sia mancato anche il contatto umano. Si stima che alcune aziende manterranno le loro sedi simboliche, altre invece potrebbero aprire diversi uffici satelliti per venire incontro agli spostamenti dei loro collaboratori “all over the world”.

In attesa di diventare – nel 2025 – da “digital nomads” a “nuovi viaggiatori business” si sta scatenando una tendenza che ci fa impazzire, la workation (dall’inglese: work + vacation, ossia lavoro / vacanza) ossia il lavoro da dove voglio, basta avere la giusta attrezzatura 😀
I “liberi dall’ufficio” nel nostro paese ammontano ormai a 250 mila persone, e siamo portati a pensare che post pandemia questo dato incrementerà sensibilmente. Si stima addirittura che entro il 2035, ben 1 miliardo di persone lavoreranno da remoto e viaggeranno il mondo liberamente, in una perenne workation.

Possiamo sognare qualcosa meglio di così?

PC @Pinterest

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E anche se dalle linee per noi “un filo troppo moderne”, non possiamo fare altro che apprezzare lo sforzo di Nissan nel proporre un ENV200, van tecnologicamente avanzato con ufficio incorporato nell’assetto! 😨😨😨

# 5 MICRO AVVENTURE ALLA PORTATA DI TUTTI

La parola “avventura” fa eco con luoghi lontani, magari esotici e che precludono lunghissime ore di volo e una disponibilità di ferie di almeno quindici giorni…
Ma chi dice che adesso sia ancora così?

I viaggiatori di oggi hanno accorciato il calendario e cavalcano l’idea di vivere piccole avventure alla propria portata, che ognuno può sperimentare senza una necessaria e rigida preparazione atletica e tecnica, magari anche vicino a casa e per breve tempo. Il National Geographic le chiama “Microadventures” a noi piace anche chiamarle “pillole di evasione”: il desiderio di avventura moderno è ormai spinto da obiettivi di trasformazionerelax e sfida con sè stessi.

Appennino Tosco Emiliano
Vivere un’avventura per molti è sinonimo di “disconnessione” dalla routine digitale, di introspezione, un modo per ampliare i propri orizzonti e arricchirsi spiritualmente e umanamente.

 Fuggire dalle mura domestiche per una rigenerante boccata d’aria fresca senza svalicare l’equatore?

Sì può! basta passare un giorno ad affondare con le ciaspole sull’a neve dell’Appennino Tosco Emlliano, un trekking sulla vena del Gesso Romagnola o l’esplorazione in canoa delle Saline di Cervia per sentirsi “piccoli conquistatori”.
Di cosa?
Di aver scoperto qualcosa di autentico, che è sotto i nostri piedi da milioni di anni e di averlo scelto come esperienza di evasione e benessere psico-fisico.
Buon 2021 di evasione van lover,

aspettiamo i tuoi racconti 😉

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