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LUCI E OMBRE A FONTANELLATO NEL LABIRINTO DI BAMBOO

LUCI E OMBRE A FONTANELLATO NEL LABIRINTO DI BAMBOO

“Viviamo in un mondo dalla segnaletica sempre più fitta:usiamo navigatori satellitari più efficaci del filo di Arianna,che portano infallibilmente alla meta;le occasioni per esitare, e quindi riflettere, diventano ogni giorno per noi meno frequenti. Il labirinto, invece, ci libera dalle frecce e dai divieti e possiamo fantasticare di perderci…piacevolmente”

RECITA COSì UNO DEI PANNELLI PRESENTI NEL “LABIRINTO DELLA MASONE” 

scritti e pensati dall’eclettico Franco Maria Ricci editore, grafico, designer e collezionista che ha coronato il sogno di realizzare il suo labirinto nella terra che gli ha portato fama e ricchezza.
Questa frase mi è piaciuta molto, moltissimo, perchè incarna esattamente lo spirito della libertà di viaggio lento: liberarsi dai circuiti canonici, dalle imposizioni del “must see” per cercare mete alternative, “sostare in libera” e uscire dall’obbligatorietà dell’ordinario🙃
Franco Maria Ricci sicuramente era una persona extra-ordinaria, una mente vulcanica, sempre pronto a rompere le regole per abbracciare nuove forme di bellezza e di espressione artistica.
Vissuto a cavallo della seconda guerra mondiale, scomparso un paio di settimane fa, considerava la bellezza come la soluzione a molti malesseri: figlio di una famiglia aristocratica di origine genovese, laureato in geologia all’università degli studi di Parma, iniziò la sua attività di editore e artista grafico a Parma nel 1963.

Franco Maria Ricci

NON E’ DA TUTTI RICEVERE IN REGALO UNA FERRARI E BARATTARLA CON DUE STAMPANTI TIPOGRAFICHE

Franco Maria ricci invece fece proprio questo: acquistò due macchine da stampa e si dedicò allo studio dell’opera e dello stile di Giambattista Bodoni, di cui ristampò il Manuale Tipografico.
Fu un grandissimo successo che lo fece andare avanti nel raggiungere il suo ideale di bellezza che doveva esserci dentro a un libro:
emozionare, oltre che informare, proporre l’effetto “wow” diremmo oggi da un oggetto di uso comune che si trasforma in oggetto d’arredo.
E così nel 1965 nasce la casa editrice FMR con sede Parma, che pubblica edizioni d’arte e letterarie di notevole fattura: seta nera come rivestimento e caratteri Bodoni color oro per il testo furono qualcosa di estremamente nuovo e anticonformista per quel tempo!
Le pubblicazioni spaziavano dai temi di arte, letteratura, ma anche architettura, storia e quant’altro – in primis – piacesse all’editore.
Pensate che alla fiera dell’editoria di Francoforte si andava anche per ammirare il raffinitssimo stand “total black & gold” dell’eccentrico editore italiano 😉

Nel 1982 insieme a Laura Casalis e alcuni collaboratori come Giulio Confalonieri, Massimo Listri, Vittorio Sgarbi e Giovanni Mariotti dà vita alla rivista FMR, che comprendeva pubblicazioni a tema artistico tradotte in inglese, francese e spagnolo.
Tra le altre pubblicazioni degli anni Ottanta e Novanta, la collana Grand Tour, una serie di volumi di grande formato sulle meraviglie artistiche delle città italiane, dalle più famose alle più segrete, ricchissimi di fotografie a colori, corredate di testi che narrano le vicende storiche e artistiche della località o del monumento a cui il volume è dedicato.

UN TRAVEL BLOGGER DEL SUO TEMPO, IL NOSTRO FRANCO MARIA RICCI!

Ma anche grafico e designer: sono suoi ad esempio il vecchio logo di Poste Italiane e quello di Smeg Elettrodomestici, li avete presenti?

Copertine libri FMR
MA FRANCO MARIA RICCI NON BASTAVA LA FORTUNA DELLA SUA CASA EDITRICE

Lui voleva regalarsi – e regalare come lascito alla sua pianura Padana in nome di tanta fortuna – il labirinto magico, quello tanto sognato da bambino.
Quello che ricreavano i gitani – con un gioco di specchi – nel loro circo alle porte di Parma quando era bambino e lo faceva viaggiare in una dimensione fantastica, per proseguire da adulto durante il suo viaggio “on the road” fra la Francia e l’Inghilterra, esplorando da geologo grotte e caverne.

Fu così che dal 2005 dopo anni di studio dei labirinti dai tempi dei romani a quelli della nobiltà settecentesca e diversi modelli di progettazione in collaborazione con l’architetto Pier Carlo Bontempi, si dedicò alla costruzione del Labirinto della Masone a Fontanellato, nel bel mezzo della pianura Padana.

LABIRINTO DELLA MASONE
Cortile Labirinto della Masone

Spalanca le sue porte nel 2015, e lascia subito stupiti per la dimensione: 5000mq di terreno che ospita – oltre al labirinto – la rinnovata casa editrice FMR, gallerie espositive per una collezione di pezzi d’arte dal ‘500 al ‘900, una suite ed un ristorante per un’ Esperienza immersiva a 360°.
Definito il più grande labirinto esistente, differisce dagli altri per la scelta delle piante: non ci attende il comune bosso ma una quantità impressionante di piante di bamboo (circa 200 mila), alte tra i 30 centimetri e i 15 metri, appartenenti a venti specie diverse.
Perchè proprio il bamboo che di padano – direte voi – non ha proprio niente?

Anni fa in Francia scoprii un luogo meraviglioso, la Bambouserie d’Anduze: si tratta di un vivaio fondato a metà dell’800 che ospita oltre 200 specie diverse di Bamboo. E’ la più grande piantagione esistente in Europa, forse neanche in Oriente hanno qualcosa del genere (cit. FMR)

Ed è amore a prima vista per Franco Maria Ricci, che decide di piantarlo a casa sua, e vedere l’effetto ottiene dalla migrazione del bamboo nei terreni paludosi della pianura padana: il risultato è stupefacente!
Crescita rapidissima (fino a 2 mt in 4 mesi), nessun problema con le malattie e assorbimento grande quantità di anidride carbonica in cambio di ossigeno: il bamboo è il compagno ideale per vedere terminata la sua opera in breve tempo, perchè “non sono più giovane” (cit.FMR)

Un reticolo di bamboo altissimi che oscillano come panni al vento, si piegano fin quasi a metà della loro altezza ma non si spezzano… viali che seguono l’andamento di cardo e decumano in un gioco di luci e ombre, proprio come insegnano gli antichi romani, e che culminano in punti “stellati” in cui potersi fermare per una pausa a quattro chiacchiere col proprio io ☺️

Labirinto della Masone

Osservate le varie tipologie di bamboo, la lunghezza e il colore dell foglie, il diametro dell’arbusto e l’altezza…se poi avrete la fortuna di trovarvi in questa “medina vegetale” in una giornata di vento, vi invito a stare in silenzio per ascoltare il rumore delle canne scosse.

Vi sembrerà quasi di entrare in un negozio orientale valicando una tendina di fili di conchiglie…avanti nel sogno dunque… 

Di certo Franco Maria Ricci ha colto ispirazione nella città rinascimentale, chiusa da mura, tant’è che città e labirinto si rassomigliano come concetto di raccoglimento.
In realtà però un labirinto è l’esatto contrario di una città: il labirinto tende a destabilizzare l’uomo, mentre la città protegge, con le sue vie che portano a punti certi.
A passeggio nel labirinto ci renderemo conto di quant’è bello perdere – almeno per un po’ – la rotta: non avere riferimenti, muoversi lentamente, fermarsi sotto una pagoda può essere un ottimo gioco per capire se dove stiamo andando è quello che realmente vogliamo.

A questa e altre mille domande che potranno venirvi se ne aggiungerà probabilmente anche un’altra, non meno importante:

DOVE MANGIARE?

Fontanellato può essere la risposta! 😉
Se come pensiamo siete tipi da ricerca del particolare e del bene effimero della bellezza (cit. De Andrè) e del particolare non perdetevi la minuscola Fontanellato.
A un tiro di schioppo dal labirinto, vi piacerà, ne siamo sicuri.

fontanellato
Fontanellato

Non direste mai che aldilà dello stretto colpo d’occhio fra le case del centro storico, vi aspetti un castello con un fossato, perdipiù pieno d’acqua.
La rocca San Vitale si erge tronfia in mezzo a questo piccolo paese nel Parmense, forte della sua bellezza data dai suoi continui restauri e di aver ospitato i nobili conti Sanvitale per circa sei secoli. Ha pianta quadrata con muri merlati e quattro torri angolari e l’entrata sul cortile interno avviene attraverso un maestoso ponte levatoio. Abitata fino al 1948 dall’ultimo conte che ha ceduto la Rocca con i suoi arredi al Comune, che ha provveduto successivamente a trasformarla in museo.
La chicca da non perdere per gli amanti della storia dell’arte è la “Saletta di Diana e Atteone” affrescata da Francesco Mazzola, il Parmigianino, commissionata nel 1523-1524 dal Conte Galeazzo Sanvitale e sua moglie, Paola Gonzaga.
Ma la gioia di Fontanellato è data dal gustarsi tutta la sua “atmosfera vintage”: passeggiare tutt’attorno alla rocca per scoprire le gelaterie, il bar centrale, la macelleria di carne equina (da provare il caval pist, pesto di cavallo tipico della zona) e riabbracciare i ritmi di tanti anni fa, che qui sembrano durare e non subire forti turbamenti.

Diverse le scelte per pranzare in paese, dalla gastronomie, trattorie e osterie con degustazione di parmigiano, prosciutto di Parma dei migliori tagli e torta fritta fino alle vinerie dove dedicarsi alla comprensione della differenza fra una Malvasia dolce ed una secca come ad una delle più ardue sfide mai accettate!
Dura consigliarvi un posto piuttosto che un altro, la zona è famosissima per la sua qualità del cibo ed è veramente difficile capitare male, se non impossibile 😉

Se siete amanti dell’antiquariato – e bravi nella contrattazione coi mercanti – mettete in agenda di “capitare” a Fontanellato la terza domenica del mese per aprire il portafogli e accaparrarvi pezzi unici, durante la famosa mostra mercato dell’antiquariato

toni pastello a Fontanellato
PERDERSI NEL labirinto E RITROVARSI IN GASTRONOMIA e’ il nostro consiglio

e chissà che il risultato non vi sorprenda!
Tranquilli, se resterete nel labirinto il giro di ricognizione prima della chiusura da parte dello staff è d’obbligo 😄

Ti piace l’idea di esplorare Fontanellato e altre zone dell’Emilia Romagna con un minivan vintage? 🚐 🤩
Allora iscriviti e sali a bordo della ToGoVan community!

Stop dreaming, start vanning.