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IL MOLISE, QUESTO BELLISSIMO SCONOSCIUTO!

IL MOLISE, QUESTO BELLISSIMO SCONOSCIUTO!


Buongiorno VANNER e VAN LOVER!
Rientrati dalle vacanze o ci dovete ancora andare?
Noi fortunatamente ci siamo presi un bello stacco per ricaricare le pile e siamo stati “on the road” per quindici giorni a godere della bellezze d’Italia!
Vi avevamo lasciati con il nostro tour virtuale in Calabria e Campania, ricordate?
Oggi ci spostiamo leggermente più “a nord” per raccontarvi quella che anche per noi è stata una splendida ed inaspettata scoperta: il Molise.

SI PERCHE’ IL MOLISE ESISTE, ECCOME! 

Immaginatevi spazi aperti, paesini arroccati sulle montagne talvolta semi-abbandonati, uno splendido mare e una tradizione culinaria semplice ma goduriosa.
Aggiungeteci abitanti dal cuore grande e con la gentilezza negli occhi ed il Molise è lì, pronto davanti a voi.
Scordatevi di capire il dialetto molisano, è impossibile, così come trovare le strade con Google che non si sa che problemi abbia, ma lui il Molise non l’ha mappato.
Forse da qui il detto (sbagliatissimo!) che il Molise non esiste?!?😄

TERMOLI

Tèrmëlë (in dialetto) è una cittadina sulla costa, unico porto del Molise centro peschereccio turistico e industriale della regione: passata agli onori della cronaca per la foto famosissima del trabucco sul mare, è davvero un gioiellino.

Trabucco Termoli

Una cittadella medievale chiusa dalle mura, circondata lato nord dai lidi della spiaggia di Sant’Antonio e a sud da quelli di San Pietro che corrono lungo la litoranea di Rio Vivo.
Lidi ben organizzati dove abbiamo potuto constatare che il distanziamento sociale veniva mantenuto, per poi arrivare ai tratti di costa libera che da Rio Vivo scendono verso sud dove ognuno si ritagliava il proprio angolino di pace🙂

Premessa: non pensate di fare sosta col minivan a Termoli centro storico o nelle vicinanze, non è fattibile. Molto meglio trovare il proprio posticino in aree sosta e campeggi attrezzati proprio sul mare come questi:
CAMPING BAFFO NERO
CAMPING RIO VIVO

A Termoli viene naturale perdersi nelle stradine, passeggiare senza una meta magari con un pezzo di pizza bianca alle patate tipica del posto da gustare con vista mare sotto o sopra le mura della città.
Due sono i monumenti importanti di Termoli, la Cattedrale in stile romanico-pugliese che conserva i corpi dei patroni della città San Basso e Timoteo ed il castello Svevo, oggi centro meteo dell’aeronautica militare.
Se poi volete fermarvi per ammirare la cattedrale in tutto il suo splendore gustando una tartare di pesce fresco o un hamburger gourmet, niente di meglio che sedersi nella piazza antistante da Parini Illegal Gourmet: un ottimo posto dove trovare buona scelta piatti salutari adatti ad ogni tipo di palato!
Nel centro storico troverete pittori e acquerellisti sulle scale delle abitazioni, che incantati dalla magia della città, la immortalano da diversi scorci che la città offre…

Scorcio Termoli cittadella

A Termoli da non perdere assolutamente “u bredette”, la tipica zuppa della tradizione marinara termolese: dentro a questa zuppa ci sono le storie e le fatiche dei pescatori che, a fine giornata, raccoglievano tutto il pesce rimasto invenduto e tornati a casa ne facevano una zuppa.
Il vero brodetto termolese viene servito fumante in un tegame di coccio o ferro, con del pane fatto abbrustolito (simile al pane di Altamura) che dev’essere lasciato “a mollo” nel sugo quanto più possibile per apprezzarne l’essenza 😉
Noi l’abbiamo provata da Nonna Maria (ed abbiamo lasciato talmente puliti da poter essere riutilizzati!) ma sia lungo le mura che all’interno della città vecchia, la scelta di osterie e trattorie è ampia.
Un’altra che vi segnaliamo è l’Osteria dentro e mura.
Consiglio: chiedete sempre la quantità della zuppa, di solito sono molto generose e ci si mangia tranquillamente in due…

Il mare libero – come lo intendiamo noi – non prevede bar o strutture ricettive…ergo pianificate un bel giro al supermercato prima di scendere verso Rio Vivo e se soffrite il caldo portatevi acqua e un ombrellone, vi serviranno!
Se invece siete col vostro minivan parcheggiato al Rio Vivo Camper park non avrete di certo bisogno di null’altro!😉

CAMPOMARINO

A pochissimi chilometri da Termoli c’è Campomarino, interessante paesino che merita una sosta per avere un’idea di quella che era la vita degli arbëreshë Molisani attraverso dei murales che trovate su molte case del paese con la tecnica del trompe-l’œil.
I murales sono un omaggio dell’artista Liliana Corfiati (35 in totale) che ha voluto donarli al borgo per rivalutarlo ed farlo diventare un fiore all’occhiello del turismo Molisano, tanto da essere nominato come “il borgo dipinto”

Panoramica Campomarino

Speriamo che vi succeda come a noi, di incontrare un simpatico non più giovanissimo signore con una gran voglia di chiacchierare e raccontarvi quelli che furono i primi insediamenti degli Albanesi del Molise, gli arbëreshë appunto…tanto ricordatevi, il cellulare in Molise non prende praticamente MAI, inutile cercare info! 😆

Leggenda vuole che Campomarino nacque dall’eroe omerico Diomede, che di ritorno dalla guerra di Troia, sposò Ecana, figlia del re Dauno, e diventò proprietario di un vasto territorio che comprendeva anche Campomarino. Dopo la sua morte l’eroe fu sepolto nelle bellissime e vicinissime isole Tremiti, chiamate da allora anche Diomede.

Dalll’unione dei campi coltivati e della brezza marina crescono ricche uve che producono ottimi vini che si sposano alla perfezione con i tipici piatti locali come i fesille (i fusilli con sughi di verdure in bianco o al ragù al pomodoro), i sécce e ‘pisille (seppie e piselli), i pulepe ‘mbregatorie (i polipi “in purgatorio”) e molti altri, e consentono a Campomarino di far parte dell’Associazione Nazionale Città del Vino.

CAMPOBASSO

Diciamocelo, Campobasso – con tutto il rispetto – non è fra le città d’Italia più belle che ci siano MA, in quanto capoluogo del Molise, andava visto!
E difatti, come tutte le volte che si hanno basse aspettative, finisce che apprezzi molto di più un posto, un cibo o qualsiasi altra cosa!
Sì perchè anzitutto a Campobasso ci sono ben un castello e due centri (!), il centro storico e quello Murattiano.

Come mai dite?

Perchè Campobasso nacque ed iniziò il suo sviluppo intorno alla Collina su cui sorge il “Castello Monforte”, scendendo sempre più a valle ed arrivando dapprima ad addossarsi alle mura di cinta fino ad inglobarle all’inizio del 1700. Ma nel 1806 Campobasso – sotto il dominio del re di Napoli Gioacchino Murat – divenne capoluogo di provincia del Molise: servivano quindi edifici pubblici di rappresentanza,  ed il re (da qui il termine “murattiano”) ne autorizzò la costruzione al di fuori dell’antico borgo. Da allora, il “centro” della città è sempre stato considerato quello murattiano. Il centro storico, oramai anche in parte abbandonato e con molti palazzi e case in vendita, conserva però ancora tutta la storia e tante caratteristiche che resero grande Campobasso e che l’Associazione Centro Storico di Campobasso cerca di riportare in auge.

Vista dal castello Monforte

Salite al castello Monforte, visitatelo (è gratuito) e godetevi la vista “su tutta la regione”, come dicono i Molisani: talmente è piccolo il Molise che con gli occhi da lassù lo si abbraccia tutto! 🥰
Mentre scendete al centro storico fermatevi per dare un’occhiata alle chiese e monumenti che incrocerete lungo la scalinata di Santa Maria Maggiore, come la chiesa di San Giorgio e palazzo Japoce.

Vicoli Campobasso
MA LA VERA SORPRESA E’ STATO SCOPRIRE I MURALES DEL FAMOSO WRITER “BLU”

proprio qui, a Campobasso e grazie alla gentilezza di Gianluca, ragazzo molisano che alla fine del suo turno presso il Bar Centrale (ottima pizza da cuoco napoletano DOC!), si è offerto di accompagnarci alla scoperta della street-art Molisana ad opera del famoso BLU.
Il murales più recente –  “The pandemic” – sulle facciate dell’ex Onmi di via Muricchio, realizzati nell’ambito dell’ultima edizione del “Draw the Line” – ricco di significati e semantiche che ci sono dietro la paura, le difficoltà e le evoluzioni del Covid-19.
La “torre di benessere” eretta dall’uomo alla ricerca forsennata  del progresso, rasa al suolo, demolita da una pandemia.
Altro murales che scopriamo con Gianluca nella zona di via Liguria è La Cuccagna“, cruda metafora degli effetti del capitalismo: dall’alto verso il basso la giostra dorata dell’opulenza gira senza sosta, banconote di grosso taglio, lingotti d’oro, beni di lusso, e strumenti di potere sono i protagonisti della scena. Non tutti possono entrare nei luoghi del privilegio, gli accessi sono scrupolosamente controllati da spietati tutori dell’ordine. Un lussuoso e sfavillante carosello alimentato dal lavoro forzato di sfruttati ed oppressi, responsabili del flusso continuo e incessante del meccanismo.

Ma non c’è solo BLU sulle palazzine di Campobasso: se avete tempo divertitevi come in una caccia al tesoro a trovare tutte le altre opere degli artisti, ne vale la pena!
La riqualificazione dello spazio urbano attraverso i murales possono avere un effetto impattante su una città:  l’hanno capito molto bene i ragazzi dellassociazione Malatesta con il festival Draw the Line di Campobasso, a loro vanno i nostri complimenti per cercare di tenere viva una città e al tempo stesso (forse) le coscienze delle persone.

E’ ora di lasciarci alle spalle le “città più grandi” per spostarci nell’alto Molise CON I SUOI borgHI semi-disabitati

Le strade del Molise non si possono definire nè accoglienti nè “pro-viaggiatore”, ossia con aree sosta per farsi una pausa o scattare fotografie ai bellissimi paesaggi che si incontrano MA in quasi tutti i paesi troverete delle aree sosta o dei campeggi dove godervela col vostro minivan.
Quindi, cari vanner e van lover, ingranate le marce basse e pensate alle salite che vi aspettano d’ora in avanti 😅

Panorama Molise
ORATINO

Abbiamo scelto di visitare Oratino in primis per il nome, ci faceva troppa simpatia, e una volta arrivati abbiamo pensato che sarebbe stato davvero un peccato perderselo…

Oratino

Considerate che a Oratino sono nati alcuni fra le maestranze più importanti del Molise, grazie ai duchi Giordano, che tra il seicento e l’ottocento, fecero vivere a Oratino un’epoca d’oro per l’arte locale. Alcuni portali, balconi, balaustre di dimore nobili, interni di chiese, testimoniano il lavoro di artisti, fabbri, scalpellini, doratori, vetrai e pittori locali, che, formatisi a Napoli, sono stati in grado di lasciare un segno indelebile nella storia del Borgo.

E il borgo oggi li ricorda con insegne e mattonelle decorate sulle case dove sono nati o hanno avviato la loro attività.
Fermatevi ad ammirare la chiesa di Santa Maria Assunta con i suoi affreschi settecenteschi e il campanile di pianta quadrata che ricorda – nei colori del rivestimento – i campanili della costiera amalfitana.

Se amate il cinema non stenterete a riconoscere la Rocca di Oratino, sita poco distante dal borgo, e scelta nel 2004 da Sergio Castellito che ha girato alcune scene del suo film Non ti muovere con Penelope Cruz proprio in Molise. Se guardate il film, vedrete che mentre i protagonisti viaggiano in auto, dai finestrini si vede proprio la Rocca.

Un peccato che ad oggi La Rocca sia composta solo da una torre medievale a pianta quadrata, unico segno di un castello medievale oramai perduto.

Rocca di Oratino
pallotte cacio e ova

Oratino si affaccia sulla Valle del Biferno, zona di grande tradizione gastronomica.
Noi abbiamo avuto il piacere di provarla in tutto il suo gusto al ristorante Olmicello, grazie alla qualità del cibo, la gentilezza del gestore ed una festa di compleanno a sorpresa per una over 80 in gambissima😀
Menzione speciale per le cacio e ova, ovvero un composto di formaggio di capra e uova cotto nel sugo di salsiccia, e tra i primi la minestra di laganelle (piccole lasagne fatte a mano) e fagioli.

PESCHE

Impossibile non rimanere affascinati da Pesche, anche solo dalla vista che si ha dalla strada: il “paese presepe” che si abbarbica sul costone del Monte San Marco è uno dei posti più affascinanti del Molise.

Pesche “borgo presepe”

Dopo un’intensa salita (!) fate riposare il vostro minivan e cominciate l’ascesa  a piedi al paesino di origine medievale, con le sue casette bianche scolpite nella roccia, create grazie alla migrazione delle popolazioni di Bagno d’Isernia, in fuga dall’invasione barbarica. Le abitazioni si sono sviluppate attorno all’antico castello medievale che dominava la valle circostante, un tempo dimora fortificata delle nobili famiglie che si sono susseguite nel passarsi di mano in mano il feudo.
Del castello e della torre purtroppo non restano che pochi ruderi, a causa di un terribile terremoto che nel ‘400 devastò l’intero paese.
La particolarità di Pesche è che ogni edificio ha una grotta che si snoda nelle profondità della montagna, pertugio segreto che un tempo era adibito a ricovero degli animali e oggi costituisce un’ottima cantina per la stagionatura ed il mantenimento di caciocavallo, sopressata e capocollo.
A Pesche fermatevi a guardarvi indietro o a spiare da finestrelle ed archi, ogni angolo avrà da offrirvi un panorama a dir poco spettacolare…

Nella zona più bassa, sorge il quattrocentesco Santuario di Santa Maria del Bagno, piccolo tempio dedicato alla Vergine che assunse questo particolare nome a causa delle vasche alimentate da una sorgente di acqua sulfurea che un tempo costituivano un importante bagno romano della zona. Molto affascinante è anche la Chiesa parrocchiale della Madonna Del Rosario, eretta sulle ceneri di edifici religiosi risalenti a prima del XV secolo.

Pesche su carta conta 1600 abitanti ad oggi, ma come ci dice Ottavio, simpaticissimo signore 90 enne, i “veri residenti” sono sì e no una decina…e quasi tutti con storie simili:
emigrati da giovani dove c’era lavoro e si “facevano i soldi”- spesso anche in altri continenti – ma che hanno deciso di passare la loro vecchiaia tornando alle origini, nel loro Molise…
Peccato solo che a Pesche il dottore ci sia tre volte alla settimana, poste e servizi inesistenti e che il supermercato più vicino sia a Isernia: ecco perchè Ottavio sta lottando affinchè non gli tolgano la patente (perchè lui ancora i riflessi li ha buon eh?)  altrimenti dice che pretenderà la consegna a domicilio gratuita! 😁

E con Pesche chiudiamo questa prima parte di racconti dal Molise, ne seguirà sicuramente un’altra perchè il Molise ha tantissimo da mostrare!
Preparatevi ad arrivare in alto Molise, dove non mancano laghi azzurri in cui rinfrescarsi, montagne da esplorare con trekking di varie difficoltà e animali in libertà! 😉
Se ti è venuta voglia di visitare il Molise, iscriviti alla ToGoVan community!

Stop dreaming, start vanning

2 commenti

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