CAMPANIA E CALABRIA CHE NON TI ASPETTI


Bentrovati VANNER e VAN LOVER!
Splende il sole sulla nostra splendida Italia e siamo felici di vedere che nonostante il periodo, “là fuori” non manca la voglia di esplorare!
Voi a che punto siete della vostra estate?
In fase “decisionale”, in fase “non so”,in fase “vado dove mi porta il cuore”, “me ne sto a casa” o che altro?
Se ancora non avete deciso dove fare tappa questa estate, chissà che non vi porti ispirazione l’articolo di oggi.

CONTINUA IL NOSTRO TOUR VIRTUALE ALLA VOLTA DI CALABRIA E CAMPANIA

Due regioni nelle quali il connubio eno-gastronomico e bellezze naturali è sempre più forte, luoghi dove oltre ai “classici da cartolina” c’è ancora un universo fortunatamente poco esplorato per il viaggiatore più curioso ed esigente in termini di “multi-attività”.

CALABRIA

Risaliamo la punta dello stivale sbarcando in Calabria dove si respira profumo di mare, di Grecia e di antichissime essenze di millenaria bellezza.
Pensate che in alcuni paesini come Gallicianò gli anziani parlano ancora il greco antico, tant’è che nella piazza principale si trovano le indiciazioni in doppia lingua, essendo il borgo uno degli ultimi abitato da ellefoni. A Gallicianò non c’è modo di avere fretta tanto il silenzio è avvolgente e la bellezza del posto incantevole. Fermatevi a parlare con gli abitanti, ospitali e disponibili e felici di raccontarvi miti greci e leggende di cui è pervaso questo antichissimo borgo.

Gallicianò

Fermatevi per cena alla “Trattoria Greca”, piccolo locale di cucina tipica e casalinga, con una veranda mozzafiato dove gustare piatti della tradizione, dal gusto “antico” e quasi dimenticati.
L’atmosefra di questo locale è calorosa e divertente, grazie ai pasti accompagnati dalla “tarantella calabrese”, eseguita da un un trio di fisarmonica e tamburelli, in cui gli ospiti vengono coinvolti.

Simile per fascino, se non ancora di più, Pentedattilo è un paesino fantasma arroccato tra le 5 dita di uno sperone roccioso a pochi Km dalla splendida costa Jonica.
Oggi Pentedattilo (penta e daktylos cioè cinque dita) è un paese definito “quasi fantasma”, in quanto per la maggior parte abbandonato dai suoi abitanti per effetto di fenomeni migratori oltre che per le continue minacce naturali, terremoti e alluvioni.
Ma fu proprio questo che fece innamorare lo scrittore inglese Edward Lear, il quale nel suo Diario di un viaggio a piedi del1847, lo descrisse così:

La visione – – è così magica che compensa di ogni fatica sopportata per raggiungerla: selvagge e aride guglie di pietra lanciate nell’aria, nettamente delineate in forma di una gigantesca mano contro il cielo (…) mentre l’oscurità e il terrore gravano su tutto l’abisso circostante.

Oggi però Pentedattilo non è più del tutto un paese fantasma, dato che grazie all’Associazione Pro Pentedattilo, all’Agenzia dei Borghi solidali con il sostegno di Fondazione con il Sud,  della Comunità europea e centinaia di ragazzi che arrivano ogni anno attraverso i Campi della legalità Arci e Libera, il borgo è stato riportato in vita.

Pentedattilo ufficialmente oggi conta un solo abitante registrato 😀

ma la meraviglia è che questo è un segno che il paese vive!
Sì perchè molte delle casette diroccate sono state riprisitnate ed adibite a graziose botteghe, come quella del legno, della ceramica e del vetro, dando lavoro ad artigiani e artisti della provincia di Melito Porto Salvo.
Da visitare ci sono inoltre il castello ed il  Museo delle tradizioni popolari.
Nei mesi estivi Pentedattilo si anima di tanti eventi legati alla musica, al teatro, alla fotografia e al cinema, a dimostrazione che Pentedattilo ha tanto da offrire come luogo di accoglienza culturale e sostenibile.

Pentedattilo

Volgendo lo sguardo al mare verso nord, scorgiamo chilometri di costa selvaggia e quasi desolata, tanto da farla scegliere delle tartarughe Caretta Caretta come posto prediletto dove partorire: ben l’80% per cento delle nascite di questa specie avviene davanti a questo litorale che è stato definito “Spiaggia delle tartarughe”.
Salendo a nord incontriamo la spiaggia di Riace Marina, sede del ritrovamento dei due guerrieri famosi in tutto il mondo, composta di sassolini e acqua cristallina ed una delle poche sul mar Jonio senza la ferrovia a ridosso.
Gli amanti dell’arte contemporanea non possono perdersi il MUSABA – nel comune di Mammola – definito il “parco delle meraviglie dell’Aspromonte”, opera dei fondatori Spatari/Maas.
Dato che siete a Mammola non perdete l’occasione di gustare il pesce Stocco – che qui ha tradizioni millenarie – con una chiusura pasto data dal Greco di Bianco, vino passitoitalianoDOC la cui produzione è consentita nel territorio di Bianco e dalla costa dei Gelsomini.

MUSABA

E se la costa Jonica non vi sembra abbastanza, spostatevi a ovest su quella Tirrenica per una visita naturalistica/balneare alla spiaggia della Marinella di Zambrone.
Parcheggiate in zona stazione Zambrone e troverete un sentiero ed una scaletta immersi nelle Tamerici per circa 15 min di cammino, fino ad arrivare a questi “Caraibi Calabresi”!
Considerata dai sub il loro “paradiso” per la spettacolarità dei fondali e l’abbondante fauna marina, è amatissima per l’acqua cristallina, la sabbia bianca, le rocce e la natura rigogliosa.
Le leggende che si tramandano nel tempo ci raccontano che gli Dèi si tuffavano in queste acque limpide e cristalline per recuperare le loro energie ed inebriare la mente e lo spirito: come dargli torto! 🤩

PREPARATEVI A TUFFI DAGLI SCOGLI, SNORKELLING E PACE IN UN PAESAGGIO PAZZESCO!

 

Paradiso del sub – Zambrone
CAMPANIA

Benevento, conosciuta come la città delle streghe può non essere nella vostra “wish list”, ma vivendola con un “local” siamo sicuri che potreste valutarla per un “break alternativo”.
Di Benevento la leggenda vuole che alcune donne “sacerdotesse” avessero l’abitudine di riunirsi attorno ad un grande noce nelle notti tra il sabato e la domenica, per dare vita ad un sabba demoniaco fatto di banchetti, balli e canti. Si narra anche che le streghe raggiungessero il luogo in volo, a cavallo di scope, dopo essersi unte con un unguento miracoloso che, oltre a dar loro la capacità di volare, le rendeva invisibili. Le donne erano assai temute, in quanto avrebbero avuto il potere di causare aborti e deformità nei neonati, oltre ad avere la capacità di passare sotto le porte.
A porre fine a questo fenomeno intervennero gli inquisitori, che torturarono e mandarono al rogo molte donne accusate di stregoneria.Tutti i verbali di quei processi vennero distrutti al termine di quella che divenne una terribile e sanguinosa “caccia alle streghe”, sia per non accrescere umori anti clericali nel popolo, sia per non riportare luce sul mito della strega.

Visitare Benevento significa anche fare un viaggio sensoriale nei sapori, visto che la zona è innanzitutto terra di eccellenti vini campani, tra cui ricordiamo: Falanghina, Barbera, Solopaca, Coda di Volpe, Aglianico, Piedirosso. Imperdibili a Benevento spiccano gli ammugliatielli, ossia interiora di agnello rilegate e cotte alla griglia, con peperoncino, prezzemolo, e aglio e la cosiddetta zuppa delle streghe, che consiste in una minestra di verdure miste, arricchita da formaggi e tocchetti di pane tostato.
Benevento è anche sede dello storico liquorificio Strega dal quale deriva il celebre riconoscimento Premio Strega,  istituito nel 1947 all’interno del salotto letterario di Maria e Goffredo Bellonci a Roma.

MONTESARCHIO
Montesarchio

Il suo nome significa “monte di Ercole” data la leggenda che vuole Ercole vissuto in queste zone e che abbia ucciso il Leone in una grotta del monte Taburno
nelle famose 12 fatiche di Ercole. La zona di Montesarchio (detta anche Caudium), abitata sin dal neolitico, fu un famoso centro urbano di quei tempi grazie al commercio di vasi ed altri manufatti dalla “Magna Grecia” .
La Torre di Montesarchio è una struttura militare di origine medievale oggi adibita a sede del museo archeologico nazionale del Sannio Caudino insieme al castello del quale sono evidenti gli incassi del ponte levatoio e il fossato di protezione anche se ha subito numerose modifiche nel corso dei secoli, dall’VIII in poi.

AVELLINO E LA VALLE DELL’IRPINIA

Tristemente nota per il terribile terremoto, oggi l’Irpinia e la provincia di Avellino si stanno guadagnando uno scalino sempre più alto nella classifica dei territori italiani da non perdere, a giustissimo titolo aggiungiamo noi!
L’autostrada A16, che collega Napoli a Bari, è già un tratto di strada che racchiude del bello: in questa zona il panorama è come una cartolina.
Boschi di velluto verde e montagne come giganteschi muri verdi affascinano l’occhio del viaggiatore, si lasciano alle spalle campi di ortaggi e frutteti per incontrare alberi di nocciole
SIAMO pronti ad entrare nella lussureggiante Irpinia

L’Abbazia di Montevergine, a pochi Km da Avellino, è un luogo suggestivo e particolare da visitare, sia per la location che grazie alla presenza dei monaci benedettini che vivono di ora et labora. I monaci raccolgono le erbe aromatiche, producono e vendono distillati come l’Anthemis (liquore alle erbe di colore verde) e intervallano le loro attività con la preghiera alla cosiddetta Madonna nera, così chiamata per l’incarnato scuro. Potete raggiungere il santuario sia con un suggestivo viaggio su una funicolare che parte da Mercogliano, piccolo comune attaccato ad Avellino, ma anche a piedi, ripercorrendo il cammino dei pellegrini o con la bici in un tragitto più impegnativo che molte volte è stato incluso nel Giro d’Italia come cronoscalata.

Dopo la sosta all’Abbazia si può continuare a salire fino a Campo Maggiore, a 1300 metri di altezza per scoprire un antico mestiere della tradizione italiana, le Neviere del Campo Maggiore di Mercogliano.

NON PARTITE SENZA AVER FATTO SCORTA DI PANE E CACIO CAVALLO NELLE BANCARELLE DI FIANCO ALL’ABBAZIA!

Ancora visibili nel terreno, queste grosse fosse circolari scavate nella terra nascono per raccogliere la neve che cadeva durante i mesi invernali, compattarla e pressarla fino a trasformarla in ghiaccio.
La conservazione durava fino all’estate successiva, per poi essere trasportata a Napoli con centinaia di carri e preparare “lu gelatu”, bevande fresche, sorbetti e granite molto gradite alla popolazione napoletana nei mesi di caldo. Il ghiaccio ottenuto si prestava anche a svariati usi: terapeutico negli ospedali, per far diminuire la febbre agli ammalati, si rinfrescavano e conservavano i cibi. Questo commercio della neve dava lavoro a tanti contadini che di inverno non avevano da lavorare molto nei campi ed era anche ben retribuito. Alle fosse più importanti la gente aveva dato un nome per distinguerle.
Certo si trattava di un lavoro duro e faticoso, ma che fece la fortuna di chi come Santo Bellusci seppe farne un commercio, uno dei più importanti del Sud Italia.

Gelataio che vende sorbetti ai primi del ‘900

Le Neviere non si utilizzano più, ma ancora oggi nei dintorni si vive di pastorizia, e se durante la camminata in questo luogo incantato arriva la fame, rasserenate lo stomaco con pane e caciocavallo che vi faranno commuovere dalla bontà.
Se c’è ancora un angolino, come dessert aspettate di arrivare a Ospedaletto di Alpinolo, dove torrone, cioccolato e miele sono il contorno ad una delle eccellenze del territorio, le nocciole.


NON LASCIAMO LA CAMPANIA SENZA AVER VISTO IL mare, E CHE MARE!

 

Per questo anno 2020 è il Cilento Antico ad aver vinto le 5 vele del mare più bello, lungo la fascia costiera che va da Pollica Acciaroli e Pioppi, Castellabate, San Mauro Cilento fino a Montecorice.
Grazie alla presenza del Parco nazionale del Cilento con le sue spiagge alle pendici del Monte Stella, questo tratto costiero rappresenta uno dei tratti di costa più pregiati d’Italia.

C’è da innamorarsi delle colline frastagliate d’ulivi e alberi di fichi, delle ripide scogliere e spiagge bianchissime viste dall’alto…

Una curisità:  nel 2018 il Comune di Pollica è stato il primo territorio plastic free d’Italia, attraverso un’ordinanza comunale che ha vietato l’uso di plastica monouso in bar, ristoranti e stabilimenti balneari, fornendo al contempo una scorta gratuita di monouso biodegradibili a tutte le strutture.

Sempre nel Comune di Pollica, a Pioppi, è stato inaugurato il Museo Vivo del Mare, una struttura per dare informazioni ai pescatori e ai bagnanti e offrire un primo soccorso alle tartarughe marine recuperate lungo la costa cilentana; mentre a Montecorice il Comune ha attivato la pulizia della scogliera delle Ripe Rosse con volontari di Legambiente.

San Marco di Castellabate – PC@elisdyaz

Anche per oggi siamo giunti alla fine del viaggio fra Campania e Calabria, con gli occhi pieni di meraviglia e sempre più increduli di quanto ancora ci sia di sconosciuto nella nostra meravigliosa Italia!
Chissà dove ci porterà il prossimo articolo?
State sintonizzati sui nostri canale per le Esperienze ToGoVan in partenza😉

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