OTTOBRE, TEMPO DI VENDEMMIA E DI NUOVI SAPORI: ECCO A VOI I”VINI DELLE SABBIE”

LA VENDEMMIA COME “NO-STRESS” E I VINI NATI SULLA SABBIA

BENTROVATI AMICI VANNER E VAN LOVER!
Ripresi dallo choc della fine dell’estate e del tanto temuto rientro in ufficio o siete fra i fortunati che vediamo ancora a spasso, magari con il vostro bel minivan al seguito? ?
Certo, non è facilissimo ripartire con tutti gli impegni, ma guardiamoci intorno:

Ottobre è il mese del tripudio di colori del “foliage” ma anche di quella irrefrenabile voglia di andare per cantine alla scoperta di nuovi sapori che ci scaldino il cuore…
Alcuni di voi amici ci hanno raccontato di come Ottobre sia inoltre un mese importante per rivivere tradizioni familiari e ancestrali come quelle della vendemmia: un’esperienza vissuta anche solo per un giorno o un weekend ma che basta a riportarvi in una dimensione più umana, viva e di riconnessione col territorio.
Come Cristina, ad esempio, che proprio pochi giorni fa ha deciso di dedicare un giornata del weekend a questo tipo di esperienza, e noi non ci siamo fatti scappare l’occasione per farcela raccontare!

Cristina tu lavori nel mondo della moda, ambiente molto diverso da quello agreste: cosa ti ha spinto a passare una domenica alternativa a vendemmiare?

“Beh è stata una casualità.. chiacchiere in ufficio mi hanno fatto conoscere questa possibilità per dare una mano ad un amico di una collega e allora mi sono detta, perchè no?
Facciamo un lavoro piuttosto sedentario, siamo sempre davanti al computer, sempre di corsa in città, nel traffico e quant’altro…il tornare a respirare un po’ d’aria buona, il fare del lavoro manuale nei campi, il ritrovare un po’ le origini beh, diciamo che ti riporta un po’ coi piedi per terra.
diciamo che la voglia di abbandonare almeno per una giornata il mondo effimero in cui vivo, fatto di social e quant’altro e ritrovare le emozioni di un tempo, quella posso dire sia stata la vera spinta, il depurarmi un po’ ecco…

Che emozioni ti ha suscitato questa giornata?

“Di sicuro una dimensione agreste ti fa riscoprire il piacere delle cose semplici e delle relazioni personali, dato che ti trovi a chiacchierare vis-a-vis con persone che magari non avresti mai conosciuto nella tua quotidianità.
Eppoi l’aria: nel campo respiri l’aria “che profuma di buono” e ritrovi un po’ quella serenità che avevi quando eri bambino e correvi nei prati…”

Mi dicevi che sei entrata in contatto con una persona che segue un progetto speciale legato al suo territorio, ti va di parlarcene?

“Ho avuto la fortuna di conoscere persone nuove che mi hanno introdotto in questo mondo e mi hanno raccontato che cosa li aveva portati a fare questo tipo di lavoro: Jacopo ad esempio, è un agronomo e vignaiolo che ha vissuto molti anni all’estero ed è dovuto rientrare in Italia per problemi familiari.
Al suo rientro ha messo in piedi un’attività di ricerca di territori e recupero di vigne abbandonate – di proprietà di persone anziane o che non riescono più a starci dietro – e con la sua volontà, le competenze e un duro lavoro ne sta facendo rinascere una in Valsamoggia, provincia di Bologna, utilizzando innesti particolari di uva e senza l’uso di pesticidi.
Una scelta ammirevole se la si pensa in un’ottica di rilancio del territorio e di attaccamento alla propria terra, no?”

Pensi che sia importante per noi “generazione da tastiera” riavvicinarsi a lavori/attività dove serve il lavoro manuale, dove re-imparare a sporcarsele queste mani?

“Per me è stato molto important e credo che lo possa essere anche per altre persone perché non siamo più abituati a fare un certo tipo di lavoro e a provare un certo tipo di sensazioni che ne derivano, che erano dei nostri genitori, dei nostri nonni e che ci stiamo piano piano dimenticando…
Queste giornate, queste attività manuali ci ricordano che possiamo fare anche altre cose che non postare sui social, ma magari viverle davvero certe storie e condividerle di persona, proprio come non troppi anni fa…”

Ti piacerebbe ripetere quest’esperienza conoscendo nuovi amici, magari accompagnata con qualcuno del posto su un fighissimo minivan?

“Sì certo, lo rifarei serenamente, è stata un’esperienza che mi ha rilassato la mente e il cuore…a bordo di un minivan vintage dici?
Troppo figo, certo che sì!! Pensa che meraviglia passare una bella giornata di vendemmia con un gruppo di persone in allegria a bordo di un minivan, non vedrei l’ora!”
Ringraziamo Cristina per il tempo che ci ha dedicato e la rassicuriamo dicendole che un’esperienza dedicata alla vendemmia in minivan è già in programma! ?

LE ALTRE ESPERIENZE INVECE LE TROVI QUI

minivan in campo vendemmia

Noi di Togovan approfittando di questi splendidi weekend di sole ci siamo nel frattempo dedicati alla scoperta di nuovi vini particolari, frutto di un territorio speciale.:

TU CONOSCI I “VINI DELLE SABBIE”?

Si chiamano così perché sorgono appunto su terreno sabbioso -chiamato il Bosco Eliceo per le mie distese di lecci che lo delimitavano un tempo – che si estende dalle bocche del Po, seguendo la direttrice della s.s. Romea e della s.s. 16-Adriatica e lungo la costa fino a Tagliata di Cervia, in provincia di Ravenna.
Furono gli Etruschi a piantare i primi innesti nella zona di Spina nel Ravennate, per poi essere imitati dai frati Benedettini di Pomposa e Classe che bonificarono il territorio e introdussero nuove tecniche di coltivazione: questa zona conobbe il suo massimo splendore in ambito vitivinicolo durante la corte degli Estensi, intorno alla metà del XVI° sec.

Oggi i vini delle sabbie si dividono in due tipologie di vini bianchi e due rossi,  denominati DOC dal 1989 e  tutelati dal Consorzio Vini Bosco Eliceo che è stato costituito il 21 giugno 1991.

La nostra Chiara ci ha raccontato di una sua degustazione all’azienda agricola Gambi  dove ha potuto apprezzare il gusto del Sabiò, uno spumante rosato prodotto nel Ravennate con metodo classico: l’azienda investe dal 2008 in viticoltura nella zona del Bosco Eliceo impiantando filari di Trebbiano romagnolo, Malvasia di Candia e Uva d’Oro (Fortana).La sfida per produrre dei vini buoni in terre sabbiose non è stata di certo facile, ma nel 2017 presso l’azienda vinicola Corte Madonnina, nel Ferrarese, è stato impiantato un vigneto di Merlot in una zona sabbiosa, che ha dato buoni risultati grazie alle concimazioni organiche e a trattamenti non invasivi, che col tempo continuano a dare uve di qualità.
Un elemento a favore dei vini delle sabbie è che il temuto parassita della fillossera nella sabbia risulta inefficace, in quanto non può esercitare la sua azione nefasta sulle radici delle piante:
sicuramente anche questo è stato un elemento caratterizzante per la buona riuscita del rosso Micrologus, vincitore della medaglia d’oro al 56° Concorso nazionale Pramaggiore 2017.

Il nome “Micrologus” è stato dato dall’azienda vinicola in onore al trattato musicale scritto da Guido D’Arezzo (o Guido Pomposiano) nell’ Abbazia di Pomposa – che sorge poco distante all’azienda Corte Madonnina – il quale codificò le sette note musicali moderne.
Il Micrologus è solo uno dei vini della sabbia proposti dalla Corte Madonnina, per conoscerli più da vicino clicca  QUI.Se invece hai voglia di visitare l’affascinante Abbazia di Pomposa, a soli 2km dall’azienda vinicola, potrai farlo col tuo minivan o accompagnato da un nostro vanner!

Sì perchè la Corte Madonnina offre un servizio di agrisosta con accesso diretto all’Abbazia di Pomposa tramite strada pedonale privata e la possibilità di assaggiare i vini delle Sabbie con una degustazione in abbinata ai vari prodotti tipici locali.
Alcune curiosità per cui l’Abbazia di Pomposa merita sicuramente una visita:
  • Gli appassionati di arte troveranno soddisfazione nell’ammirare gli affreschi di scuola “Giottesca” e il pavimento lavorato con tecnica a mosaico
  • E’ una delle più importanti nel nord Italia e sorge nel Parco del Delta del Po, zona ricca di flora e fauna da non perdere
  • Chi ama la bicicletta può raggiungere l’Abbazia attraverso una meravigliosa ciclabile così da unire cultura e natura, trovi le info per la visita in due ruote QUI
  • Il campanile alto 48mt con le sue finestre che aumentano progressivamente di numero e dimensione
  • Codigoro e Comacchio sono a poca distanza e meritano entrambi una visita, anche solo per assaggiare l’anguilla, tipica specialità della zona

Per oggi è tutto cari vanner e van lover,
Vi aspettiamo presto per l’esperienza agreste in vigna,

StaTE SINTONIZZATI!