LA RESTANZA IN ITALIA: PERSONE, BORGHI E AZIENDE DA SCOPRIRE ?A TUTTA LENTEZZA?

RESTANZA?tu lo sai cosa significa?

restanza

Per quanto mi riguarda non ? da troppo tempo che ho fatto mio il significato di questa parola, e ammetto che all?inizio?pensavo fosse lo slang di un ?linguaggio giovane??per ?indicare un effetto collaterale di qualcosa che ti obbligava a stare fermo!??

Leggendo e partecipando a incontri sul tema son arrivata alla conclusione che la ?restanza? invece ? tutto tranne ?lo stare fermi?, dite di no?
Vediamo!
L?istituto?Treccani?riporta due definzioni:
1.?In senso proprio e figurato, ci? che resta e permane; anche, ci? che avanza o non si consuma.
2.?Negli studi antropologici, con particolare riferimento alla condizione problematica del Sud d?Italia, la posizione di chi decide di restare, rinunciando a recidere il legame con la propria terra e comunit? d?origine non per rassegnazione, ma con un atteggiamento propositivo
Dalla seconda definizione sembra proprio che?la parola restanza perda totalmente l?accezione negativa?che diamo alla staticit?, a chi??non si muove?, abituati pi? che mai ad un?mondo frenetico?e?che ci vuole sempre pi? attivi e al tempo stesso?dispersivi?e chiss? se per non farci prestare attenzione a?quello che davvero conta?
immagine di persone

Proprio partecipando agli incontri proposti dal meraviglioso?Festival del turismo responsabile??organizzato da??IT.A.CA??mi sono accorta dell?importanza che di questi tempi pu? avere?sostenere il tema della restanza, e di come gi? alcune realt? sul territorio italiano lo stiano facendo, ma andiamo con ordine?

Vi siete mai domandati cosa voglia dire ?non abbandonare il proprio territorio? sotto l?aspetto sociale ed economico del nostro paese?

Sicuramente??non andarsene??significa dare?nuova vita a comunit? che si credevano perse, ricreare?posti di lavoro?e sicuramente?interazione sociale.
Un esempio?

CARTIERA di Lama di Reno
Cartiera ? un?azienda di moda etica,?che nasce sulle ?ceneri? di quella che fu la cartiera di Lama di Reno, sugli Appennini Bolognesi.

Lo stabilimento ha alle spalle una storia industriale che esplode nel 1954 quando l?imprenditore Angelo Rizzoli acquisisce la struttura e ci installa il?primo impianto di disinchiostrazione d?Europa.

Qui si?riciclava la carta usata?togliendoci l?inchiostro per renderla nuovamente utilizzabile per la produzione di giornali. Nei primi anni ?60 ?divenne un grande polo industriale?arrivando a produrre, nella seconda met? degli anni ?80, oltre 400 tonnellate di carta al giorno dedicate principalmente alla stampa di riviste settimanali, quotidiani ed altre opere di editoria?con pi? di 500 dipendenti.?Politiche sbagliate, investimenti troppo grandi da affrontare e altri fattori portarono alla chiusura totale della cartiera alla met? del 2006 ed allo smantellamento totale degli impianti nel 2013.

La vecchia Cartiera di Lame di Reno- pc Francesco Guidicini
La vecchia Cartiera di Lame di Reno- pc Francesco Guidicini

Durante il suo intervento al?Festival del turismo responsabile,?Miriam?ci racconta che il?progetto Cartiera nasce come cooperativa sociale nel 2017?proprio con lo scopo di?ripopolare un?ex area industriale?importante come quella di Marzabotto, creare?nuove opportunit? di impiego?e di?integrazione economicadi?migranti qualificati che qui trovano un?occupazione: un modo meraviglioso per?continuare la tradizione?di un luogo che ? stato fondamentale per la comunit? e che prende nuova vita grazie?alle abilit? artigianali qualificate dei dipendenti.

Cartiera?produce borse di prima qualit?,?lavorando scarti di materie prime ? altrimenti destinate allo smaltimento ??recuperati dai pi? grandi brand italiani?avvalendosi di un?basso impatto ambientale nella produzione, aspetto da non sottovalutare.

Artigiani all'opera - pc Francesco Guidicini
Artigiani all’opera – pc Francesco Guidicini

Si parla di restanza quindi di?chi ha creduto che non tutto muore con la chiusura di uno stabilimento, come Katia e Francesco, mastri pellettieri che si sono buttati in questa sfida ambiziosa e che ogni giorno , grazie all?aiuto e a alla volont? di artigiani migranti,?contribuiscono socialmente ed economicamente allo sviluppo del loro territorio.

Se ci spostiamo poco pi? a ovest, stavolta?nell?Appennino?reggiano, troviamo un altro esempio dove?la restanza ha dato grandi risultati:

SUCCISO e la ?Cooperativa valle dei cavalieri?
Valle dei Cavalieri a Succiso
Valle dei Cavalieri a Succiso
Prima cooperativa di comunit? italiana, dal nome che evoca storie fantastiche, come la loro storia del resto!
Tutto finisce (o dovremmo dire comincia?) nel lontano 1991 con la?chiusura dell?ultima?bottegae?dell?unico bar del paese,?lasciando?la piccola comunit? di sole 65 anime senza nessun punto di ritrovo.
Dalla voglia di fare e?dal senso di restanza, nove amici della proloco costituiscono la?Cooperativa Valle dei Cavalieri, nome dato dalla zona geografica di appartenenza e?di l? a poco rinascono?la scuola elementare e la bottega alimentari, sostenuti da investimenti personali?prima e dagli introiti della?bottega poi?
Ma non si fermano qui i nostri amici coraggiosi e determinati, e da l? a poco nascono un?forno con produzione propria, un?ristorante? un?agriturismo che ospita circa 14mila turisti?all?anno?e ciliegina sulla torta, un centro benessere!

Grazie alla cooperativa si ? riscoperto un?attivit? storica per?Succiso: l?allevamento di pecore e la produzione di un?eccellente pecorino?realizzato secondo un disciplinare studiato in collaborazione con l?Universit? di Modena e Reggio, e con l?Universit? di Bologna.

E ancora,?passeggiate per i turisti?in collaborazione con il?Parco Nazionale dell?Appennino Tosco Emiliano?e i tanti?progetti per i giovani con escursioni e laboratori naturalistici.
Sviluppo economico quindi, ma anche turistico, di un turismo che vuole conoscere, sapere e vedere??l?altra faccia dell?Italia? fuori dalle grandi realt?, dai classici circuiti presi ormai d?assalto?

Concludo citando una bellissima frase sul blog degli amici di IT.A.CA?:

?La restanza pu? essere il tratto comune di una rete di cittadini che non solo promuove un diverso concetto di sviluppo turistico,?non accettando la realt? passivamente, ma mette in atto progetti collaborativi che producono discontinuit? anche su un piano politico e culturale pi? vasto?

Noi crediamo fortemente in un tipo di??turismo alternativo??provocato dalla restanza, da?scelte coraggiose?e ci impegneremo per divulgare la conoscenza di queste aziende e delle persone che si impegnano a far?uscire la bellezza del nostro paese, scegliendo forse la via pi? difficile, ma chiss? se quella pi? soddisfacente?
Pronti a conoscere “chi resta e produce con il cuore??

l'importanza dei piccoli gesti

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