MULTIETNICO, STREET-ART E CUCINE DAL MONDO: 3 BUONI MOTIVI PER LASCIARSI SEDURRE DA MARSIGLIA

Bienvenue a Marseille

PENSATE A MARSIGLIA SOLO COME A UNA GRANDE  CITTÀ PORTUALE?

Perfetto, ma non fermatevi a questa definizione cari vanner e van lover, può essere riduttivo per una città che rischia di affascinarvi più di quanto abbiate mai pensato.
Marsiglia non è solo una “città francese” è puro melting-pot e finchè non la si vive non si capisce quanto.
Situata in Francia, confinante con Spagna e Italia, è una città dove etnie, lingue e culture convivono perfettamente fra loro: Africa, Catalunya, Italia e Medio Oriente, ognuno contribuisce a creare la personalità di questa lasciva signora.
Lo scrittore Marsigliese d’adozione Jean Claude Izzo – autore di un trilogia su fatti e misfatti  della “Marsiglia non bene”- ama definirla così:

Non è una città provenzale e neppure europea. Marsiglia è mediterranea.
Non è un posto di confine dell’Europa, è come il suo mare: un po’ africana e un po’ mediorientale, così come Beirut è un po’ europea.

Notre Dame de la Garde
Notre Dame de la Garde

 

UndArtGround
UndArtGround
Marsiglia non è un ‘attrazione da fotografare, è una città che va SCOPERTA E VISSUTA

per questo l’abbiamo scelta: per una volta  non avevamo aspettative di nessun tipo sulla destinazione.
Non abbiamo pianificato niente eccetto il pernotto QUI (consigliatissimo!), e siamo partiti solo con un buon paio di scarpe per affrontare salite e discese e con la voglia di  scoprire qualcosa in più di una città troppo spesso sottovalutata.
Non vi aspettate pailettes, lustrini e tacco 10 da Marsiglia, ma piuttosto cucine da tutto il mediterraneo, profumi, colori e accoglienza: abbandonate i cliché e lasciatevi sedurre.

Perfetta meta per essere visitata in un weekend, relativamente vicina all’Italia è un viaggio che può esser fatto in minivan (con qualche giorno a disposizione) passando dallo splendido comprensorio delle Alte Alpi della Provenza e della Costa Azzurra (con catene a bordo in questo periodo) variando il ritorno via Nizza- Genova (in questo caso portafoglio alla mano per pedaggi ogni pochi Km, ahimè!).

Scendendo dalle Alpi dell’Alta Provenza invece si trovano camping per tutte le tasche e molto ben tenuti lungo il corso del fiume Durance, uno spettacolo specie per gli amanti della canoa e del realx in natura! 😉

Sfatiamo il mito che Marsiglia è pericolosa: è una città grande, portuale e con molto movimento, e come in tante altre località bisogna stare un po’ all’occhio, specie se si viaggia con minivan di un certo tipo.
C’è da scegliere con cura dove parcheggiare (quasi tutti parcheggi a pagamento, eccetto i festivi e qualche area free) e magari non lasciare il mezzo solo per molte ore.

QUI trovate la mappa VANdando Marsiglia con le aree sosta e i nostri consigli d viaggio

Noi non abbiamo percepito il benchè minimo pericolo, e l’abbiamo visitata in tre giorni dell’anno in cui la città era quasi vuota per il ponte natalizio.
L’aspetto positivo è che se avete un mezzo a GPL/Metano potrete farvi rifornimento da soli: attenzione solo a informarvi se tutti accettano le carte del circuito VISA e che spesso i distributori h24 sono piccoli come cabine ENEL e non ben visibili dalla strada!
Utilissima e aggiornata con orari di apertura la APP Ecomotori

Quartiere Le Panier
Quartiere Le Panier
Sapone di Marsiglia
Sapone di Marsiglia
Rue de la charité
Rue de la charité
MARSIGLIA E’ DIVISA IN “ARRONDISSEMENT MA SE LA TIRA MENO DELLA “PREZIOSA”PARIGI

e ci si muove molto più comodamente cercando i quartieri con i propri nomi: la Canebière, Le Panier, La Plein, La Castellane, Noailles etc.
Marsiglia si gira molto bene con metro e tram di superficie, ma noi abbiamo prediletto lo “slow walking” che ci ha permesso di scovare angoli molto carini 😉
Non c’è un ordine ben preciso con cui visitarla, per cui questa che segue è la nostra “top 10 Marsigliese” da provare con il vostro ritmo:

  1. Notre dame de la Garde e la sua vista sulla città a 360°
  2. Cathédrale Sainte-Marie-Majeure
  3. Il quartiere Le Panier e i suoi murales
  4. Longchamp Palace
  5. Maison Empereur, il negozio di ferramenta e caffè più cool della città
  6. Scopire come si produce il famoso sapone dalle mani di Philippe Chaillou
  7. Noailles e il suo mercato multietnico
  8. Degustare frutti di mare da Toinou
  9. Assaggiare le squistezze Palestinesi da Ziryab
  10. Ballare in un’atmosfera underground all’Art Haché

Il tempo è stati dalla nostra, con giornate belle e non freddissime, per cui consigliamo di non farvi scoraggiare da chi dice che Marsiglia è sempre ventosa e grigia!
Fate in modo di trovarvi intorno all’ora di pranzo a Noailles per assaggiare la Boulaibasse (se è stagione per il pescato) accompagnata da un’ Injera appena sfornata eppoi curiosare nei negozietti di prodotti afro e mediorientali che vendono di tutto…

Sempre in zona Noailles-Belunce probabilmente capiterete per caso – per chissà quale strana forma energetica – all’interno della Maiosn Empereur: quello che all’esterno appare come un negozio di “ferramenta e casalinghi chic” all’inerno rivela una caffetteria dall’anima vintage dove il tempo sembra essersi fermato.
Fondata nel 1827 con 1300 mq/2 di magazzino ha da sempre ospitato utensili, articoli per la casa, attrezzi per il fai da te: oggi la tradizione e la conservazione del patrimonio culturale di Marsiglia continua in questo negozio-caffetteria-museo che è tappa obbligatoria per chiunque voglia sbirciare, prendere un caffè in un luogo magico o trovare qualcosa di particolare da portarsi a casa.

Le Maiosn Empereur nel 1800
Le Maiosn Empereur nel 1800
Le Maison Empereur oggi
Le Maison Empereur oggi
E ancora, CONOSCETE LA STORIA DEL SAPONE di Marsiglia?

In realtà si tratta del sapone di Aleppo perchè il sapone di Marsiglia deriva infatti dall’antico sapone della città Siriana – che vanta la tecnica di fabbricazione originaria  a base di olio d’oliva e alloro – che si è diffusa in tutto il Mediterraneo in seguito alle crociate.

Il segreto della fabbricazione arrivò a Marsiglia intorno al 1100 quando già alcuni fabbricanti di sapone che usavano il locale olio d’oliva come materia prima e due secoli dopo – intorno al 1300 – Crescas Davin ottenne il titolo di primo saponaio ufficiale.
Nel 1593 Georges Prunemoyr fonda la prima fabbrica di sapone di Marsiglia, lasciandosi alle spalle la produzione artigianale.
Nel 1660 erano ben sette le fabbriche di sapone, la cui produzione annuale raggiungeva le 20.000 tonnellate: fu allora che sotto il regno di Luigi XIV la dizione “Sapone di Marsiglia” prese ufficialmente piede.

72% Pétanque
72% Pétanque
Philippe 72% Pétanque
Philippe 72% Pétanque
72% Petanque laboratorio
72% Petanque laboratorio

All’epoca il sapone era di colore verde e veniva venduto  in barre da 5kg o pani da 20k. Nel 1680 la fabbricazione del sapone di Marsiglia venne regolamentata, mentre nuove fabbriche cominciavano a essere installate in altre città come Tolone o Arles.
Circa 100 anni dopo i saponifici erano diventati 48 in cui erano impiegati 600 operai e 1500 galeotti condannati ai lavori forzati.

Da allora l’industria del sapone di Marsiglia non ha mai smesso di crescere, toccando il suo apice nel 1938, quando la meccanizzazione delle fabbriche consentiva di produrre 120.000 tonnellate di prodotto senza rinunciare alla sua qualità. Purtroppo oggi la produzione è notevolmente diminuita e la maggior parte dei saponifici marsigliesi ha chiuso i battenti: nonostante tutto la produzione del sapone di Marsiglia continua in nuove forme e formulazioni.
Philippe sarà felicissimo di raccontarti la sua storia di “artigiano del sapone” 😉

Pronto a conoscere Philippe nel suo laboratorio di sapone,  provare la cucina Palestinese e perderti in un quartiere totalmente dipinto di murales?

Scarica la mini guida VANdando Marsiglia cliccando QUI
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